Perché scrivere di fantascienza.

Perché scrivere di fantascienza.

Perché scrivere di fantascienza. Una domanda che mi sento fare spesso.

In prima istanza mi verrebbe da dire “Perché è bello ed estremamente interessante soprattutto per l’autore”, ma vediamo di dare una motivazione che possa essere esaustiva e condivisa per la domanda precedente.

Un’altra domanda che spesso mi viene fatta dai neofiti del genere è: che differenza tra fantascienza e fantasy? Proveremo a rispondere anche a questa domanda.

Cos’è la fantascienza?

La fantascienza è un genere letterario nato nella seconda metà del diciannovesimo secolo e sviluppatosi poi nel Ventesimo. Secondo la definizione che ne da ad esempio Wikipedia, “La fantascienza è un genere di narrativa popolare di successo sviluppatosi nel Novecento. Ha le sue radici nel romanzo scientifico, estesasi poi dalla letteratura agli altri mass media, anzitutto il cinema, quindi i fumetti, la televisione e i videogiochi. Si tratta di una narrazione basata su speculazioni e ipotesi di carattere più o meno plausibilmente tecnico-scientifiche (ivi incluse speculazioni relative sia alle scienze esatte sia alle scienze molli) e i loro impatti sulla società e sull’individuo. I personaggi, oltre che esseri umani, possono essere alieni, robot, cyborg, mostri o mutanti; la storia può essere ambientata nel passato, nel presente o, più frequentemente, nel futuro.”

Ma torniamo alla prima domanda.

Perché scrivere di fantascienza?

Devo dire, innanzi tutto, che scrivere fantascienza è un’attività che arricchisce il percorso dell’autore che la scrive: è una sfida intensa, divertente ma anche molto impegnativa e che richiede un interesse particolare. Scrivere di fantascienza può sembrare facile, ma posso assicurarvi che non è affatto così a meno che non si voglia essere banali.

Per alcuni, la fantascienza è forse il genere più difficile da scrivere, ma è anche molto divertente e permette, se ben condotta, di arrivare ad avere a una certa visione della realtà. Una realtà osservata con uno sguardo particolare. Oltre a questo c’è l’impulso stesso dello scrittore, quasi una necessità, di descrivere la realtà attraverso gli occhi della fantascienza e, soprattutto, dei suoi personaggi. E’, in un certo senso, un modo alternativo per descrivere la società attuale, ancor prima che quella futura.

Questa è una considerazione che andrebbe sempre fatta, nessun buon risultato può venire da un’opera, se, in primis, non ha divertito chi l’ha pensata e chi l’ha scritta. La storia va per prima cosa “vissuta” dall’autore. Inoltre scrivere di avventure fantascientifiche permette all’autore, anche di fornire un’immagine della realtà contemporanea vista spesso dal futuro, permettendo di evidenziarne tutti i difetti e le criticità. Per me scrivere di fantascienza, oltre che per raccontare storie sempre nuove e coinvolgenti, è per prima cosa un modo di fare i conti con la realtà e per mettere davanti agli occhi di ciascun lettore, proprio quella stessa realtà in cui vivono e che spesso non comprendono a pieno.

Che differenza fra fantascienza e fantasy?

Un’altra domanda interessante è la seguente. Che differenza c’è tra fantascienza e fantasy?

E’ una domanda molto pertinente, anche perché i due generi, a mio avviso, sono nettamente separati. A tale proposito devo subito chiarire che io scrivo esclusivamente di fantascienza e non di fantasy. Per molti, il genere fantasy è considerato un sottogenere della fantascienza, per altri dovrebbero essere considerati due generi distinti. In realtà questa sembra a molti una considerazione un po’ forzata, perché i due generi, come ho sottolineato precedentemente, sono nettamente separati.

Nel genere fantasy, gli elementi che caratterizzano le storie sono prevalentemente legati a eventi mitologici, soprannaturali e spesso surreali.

Nella fantascienza, invece, le storie, generalmente ambientate in epoche future, si sviluppano secondo una struttura che, per quanto fantastica e a volte anche surreale, ha sempre una certa verosimiglianza scientifica. Quantomeno una buona parte è ricollegabile alla scienza presente, passata o futura che sia. Per questo scrivere di fantascienza e non di fantasy è una delle mie passioni principali e la considero anche una sorta di missione, atta a evidenziare le tantissime pecche della società odierna. Vedasi ad esempio il racconto breve “2067, Caccia agli Strighi”, ambientata in una Londra del futuro, uscita da non molto da una serie di dittature, alle quali, temo fortemente ci stiamo sempre più avvicinando. Racconto che consiglio vivamente di leggere.

Infine vi ricordo i miei ultimi due lavori, “La confraternita del tempo” e “I creatori di uomini“, entrambi editi da Rossini Editore.

Di che cosa trattano le mie opere.

Indubbiamente non si commette alcun errore nel dire che scrivo di storie fantastiche, anche se attualmente sto dedicandomi anche alla stesura di opere del genere thriller. In particolare al mio primo thriller investigativo ambientato ai giorni d’oggi nel nord-ovest italiano. In tutti i miei romanzi di fantascienza troverete però sempre storie di scienza e anche storie molto collegate alla nostra vita e alla società in cui viviamo. Spesso mi capita infatti di stigmatizzare molti dei comportamenti che mettiamo in pratica nel nostro vivere sociale. Le mie storie, per quanto fantastiche, hanno sempre un filo conduttore sottile e talvolta quasi invisibile, che si affianca alla narrazione principale, sempre legato a qualche aspetto particolare della nostra società. Proprio come ho descritto in questo altro articolo.

Attendo i vostri commenti ed eventuali domande.

Stefano Monteghirfo.

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