Perché non pubblicare romanzi a pagamento.

Perché non pubblicare con editori a pagamento ovvero, perché io ho scelto di non pubblicare con Case Editrici a pagamento.

 

Premessa. Sono un ex biologo e ricercatore, da alcuni anni scrittore per passione. Premetto che prima del 2018 di editoria non conoscevo granché. Ad aprile 2019 ho terminato di scrivere e autopubblicato il mio primo libro, una storia fantastica ai confini della realtà, un romanzo breve di fantascienza. Da allora ho continuato a scrivere nuove storie e nuovi romanzi sia di fantascienza che thriller sempre con maggior entusiasmo. E qui entriamo nel dolente discorso dell’editoria a pagamento e non (quella free).

 

Case editrici a pagamento, la mia personale esperienza. In questi ultimi due anni ho scritto tre libri, di cui uno terminato e già inviato a molte case editrici per una eventuale pubblicazione, un altro quasi terminato, entrambi di fantascienza e un terzo in pieno corso di stesura, un thriller poliziesco con tratti noir. Ho inviato il primo libro, quello terminato e pronto per la pubblicazione, a molte CE, cinque delle quali hanno risposto molto positivamente, e anche in breve tempo, forse troppo breve mi viene da pensare, forse così veloce che mi viene da pensare che non lo abbiano mai letto, o forse solo i primi capitoli, forse, tutte chiedendo però un contributo per la pubblicazione, nel mio caso variabile tra i 1180€ e i quasi 3000€.

Senza stare a discutere sulla volontà o meno di spenderci dei soldi, credo che quello stia alle possibilità e alla volontà di ciascuno di noi e a quanto siamo disposti a spendere in quello che per il momento è solo un hobby, vorrei fare alcune considerazioni di carattere prettamente non economico.

 

  1. La regola, da sempre non dovrebbe essere quella per la quale la casa editrice valuta se l’autore e l’opera sono o meno degni di pubblicazione e, se si, se ne assume il rischio? Giusto?
  2. Tutte le “case editrici” o pseudo-tali, che mi hanno contattato mi hanno proposto un contratto dove io coprivo buona parte se non la totalità delle spese di pubblicazione, anzi viste alcune cifre, probabilmente più delle spese necessarie per la pubblicazione ma la maggior parte degli eventuali incassi andavano alla casa editrice con royalties per lautote a dir poco irrisorie e solo dopo la vendita di un notevole numero di copie. Mhhh, qualcosa fotse non torna…
  3. Inoltre alla precisa domanda il libro si troverà a scaffale mi hanno fatto chiaramente intendere di no, quindi si tratta un mero “Self publishing” on demand mascherato da casa editrice tradizionale. Il concetto è il seguente: se l’autore copre tutte o la maggior parte dei costi di pubblicazione, perché la casa editrice dovrebbe “sbattersi” per pubblicizzare e vendere le copie del libro appena pubblicato? Neppure le mette a scaffale nelle librerie, il libro non venderà mai se non ad amici e conoscenti ma allora non è forse lo stesso risultato del self publishing? La presunta casa editrice ha già ottenuto il suo scopo ovvero il guadagno per sopravvivere ed esistere dai vari autori a pagamento cha l’hanno sovvenzionata. Che gliene frega di vendere i libri dell’autore?
  4. Mi sorge anche il dubbio che qualunque sia la qualità del mio libro viene pubblicato comunque visto che pago, almeno, forse, che non sia proprio impubblicabile, ma anche qui ho dei dubbi.
  5. Ultimo ma non ultimo. Ma allora non è forse meglio autopubblicarsi?

Conclusioni: credo che per legge, a tutte queste cosiddette CE a pagamento, non dovrebbe essere permesso di chiamarsi case editrici, ma semmai, qualcosa di molto simile a “tipografie, copisterie, rilegatorie dietro compenso” o al massimo agenti editoriali a pagamento.

Un consiglio: auto pubblicatevi, è sicuramente più dignitoso, molto meno costoso e non date da mangiare a questa gente, i cui costi sono spesso superiori a quanto costa autopubblicarsi, senza avere, spesso, in alcun modo più visibilità. P.S.: probabilmente di visibilità ne avrete poca lo stesso ma almeno non vi sarete fatti illudere. Ricordate la storiella del gatto e della volpe?

P.S.: Per esperienza personale conosco autori, amici, che hanno pubblicato con CE a pagamento e hanno venduto meno copie di quante ne abbia venduto io autopubblicandomi.

 

Stefano Monteghirfo (Admin).

 

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3 Comments

    • Stefano Monteghirfo

      Ciao Milvio come hai fatto dunque? Quando dici che hai capito come funziona? Grazie, mi interesserebbe saperlo per meglio capire quali altre strade poter intraprendere. Grazie, Stefano

  1. admin

    A questo punto credo sia molto meglio autopubblicarsi oppure, aspettare e lasciare il manoscritto nel cassetto, in attesa di tempi migliori, solo che così facendo, aspettando intendo, forse passa la voglia di scrivere. Un peccato. Tu come ti sei regolato?

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