Tè verde e salute cardiovascolare. Un nuovo studio clinico ne conferma l’efficacia.

Già altri studi negli anni scorsi avevano indicato gli effetti benefici sulla salute cardiovascolare e generale del bere abitualmente tè verde; altri studi hanno evidenziato un effetto simile anche per il tè nero, tuttavia per quest’ultimo la conferma dell’efficacia è stato più dibattuto. Uno studio pubblicato a gennaio sulla rivista scientifica “The European Journal of Preventive Cardiology”, un giornale della Società Europea di Cardiologia (ESC), realizzato dall’Accademia Cinese di Scienze mediche, ha confermato una riduzione del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e di mortalità nei soggetti che erano soliti bere tè verde tre volte a settimana.

A partire dal 1998 gli studiosi hanno incluso nello studio 100.902 adulti cinesi del progetto di prevenzione del rischio cardiovascolare in Cina (ChinaPAR) appartenenti a 15 differenti province cinesi. Le informazioni sul consumo di tè sono state raccolte attraverso questionari standardizzati. I risultati sono poi stati identificati intervistando i partecipanti allo studio e controllando i registri ospedalieri la verifica di malattie e decessi.

“Le malattie cardiovascolari (CVD)” – spiegano gli autori nello studio – “è la principale causa di morte prematura in tutto il mondo e nel 2017 è stata responsabile di circa 4,38 milioni di morti, che hanno rappresentato oltre il 40,0% delle morti totali, e malattia coronarica (CHD) e ictus sono diventate le due prime cause di morte fra la popolazione cinese”. Il consumo abituale di tè sembra essere associato a minori rischi di malattie cardiovascolari e di morte per tutte le cause e gli effetti benefici sulla salute sembrano essere più evidenti con l’assunzione di tè verde e per i bevitori abituali di tè che lo utilizzano da lungo tempo.

Il tè è una delle bevande più popolari a livello mondiale, soprattutto in Asia e nei paesi orientali e ha attirato grande attenzione a causa dei suoi potenziale benefici, soprattutto per la prevenzione delle patologie aterosclerotiche e cardiovascolari. “L’evidenza di questi effetti sulla popolazione della Cina” – spiega l’autore dello studio, il dottor Xinyan Wang – “sono ancora limitati prevalentemente al genere maschile e ad aree locali piuttosto ristrette; pertanto, l’associazione inversa del consumo di tè con il rischio di malattie malattie arteriosclerotiche e cardiovascolari merita ulteriori indagini basate su studi di coorte nazionali più estesi”.

Durante una mediana di 7,3 anni di follow-up, i ricercatori hanno registrato 3.683 eventi cardiovascolari, 1.477 decessi per malattie cardiovascolari e 5.479 decessi per qualunque causa. Complessivamente, il 31,6% di tutti i partecipanti (48,2% uomini e 20,4% donne) hanno dichiarato di essere soliti bere tè 3 volte alla settimana all’inizio dello studio. Di questi bevitori abituali, il 49% consumava più frequentemente tè verde, mentre l’8% preferiva il tè nero e il restante 43,0% ha preferito il tè aromatizzato o altri tipi di tè. I bevitori abituali di tè erano maggiormente uomini, fumatori e bevitori anche di alcolici.

Questo studio ha mostrato come i bevitori abituali di tè avevano tassi di incidenza e mortalità più bassi per malattie cardiovascolari e patologie arteriosclerotiche e un tasso di mortalità per tutte le cause inferiore. Rispetto a chi non beveva mai tè o ai bevitori di tè non abituali, i bevitori abituali di tè presentavano rischi più bassi, con una HR  (hazard ratio) aggiustata multivariata di 0,80 (IC 95%, 0,75-0,87), 0,82 (IC al 95%, 0,70-0,96) e 0,80 (IC al 95%, 0,73-0,87) per patologia arteriosclerotica, patologie coronariche e infarti, rispettivamente, e le associazioni inverse sono state osservate anche per patologia arteriosclerotica (HR, 0,78 (IC 95%, 0,69-0,88)), infarti (HR, 0,73 (95% CI, 0,63-0,86)) e mortalità per tutte le cause (0,85 (IC al 95%, 0,79–0,90)), mentre il risultato per la mortalità per malattia coronarica non ha raggiunto la significatività statistica. Le analisi specifiche per sesso dei partecipanti hanno dimostrato che l’abituale consumo di tè potrebbe ridurre il rischio di patologie arteriosclerotiche sia per gli uomini sia per le donne. Il consumo abituale di tè è risultato anche associato a più anni senza malattia e ad una maggiore aspettativa di vita. “Ad esempio” – spiegano gli autori – “i bevitori abituali di tè potrebbero avere 1,41, 0,32 e 1,23 anni di ritardo nello sviluppo di malattie arteriosclerotiche, patologie coronariche e ictus rispetto a coloro che non erano bevitori abituali di tè e la loro aspettativa di vita era di 1,26 anni maggiore all’età di 50 anni.

Rispetto a coloro che non bevevano mai o quasi tè, i consumatori abituali di tè avevano un rischio inferiore del 20% di malattie cardiache e ictus, un rischio inferiore del 22% di malattie cardiache e ictus fatali e del 15% una riduzione del rischio di morte per tutte le cause.

“In conclusione, il consumo abituale di tè” – scrivono gli autori – “potrebbe ridurre il rischio sia di morbilità e mortalità per patologie arteriosclerotiche, sia di mortalità per qualsiasi causa in Cina, e l’adesione a lungo termine all’abitudine potrebbe fornire anche maggiori protezioni. I nostri risultati forniscono un’ulteriore visione del ruolo benefico del consumo di tè, e hanno grande implicazioni per la salute pubblica nel guidare la prevenzione primaria tra i soggetti adulti”.

Articolo originale: Wang X, Liu F, Li J, et al. “Tea consumption and the risk of atherosclerotic cardiovascular disease and all-cause mortality: The China-PAR project“. Eur J Prev Cardiol. 2019.

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