Integrazione di Omega-3 e vitamina D per l’infiammazione. Forse non così efficace.

Gli integratori a base di vitamina D e di acidi grassi omega-3, sono ampiamente consumati e pubblicizzati per prevenire le malattie e ridurre l’infiammazione sistemica. Il loro presunti benefici per la salute hanno ricevuto enorme attenzione negli ultimi periodi anche in ambiente medico e scientifico. Ciò nonostante, le prove di un’associazione antiinfiammatorie e immunomodulante ottenuta mediante l’assunzione di integratori di questo tipo non sia tutt’ora ben definita.

La forma attiva della Vitamina D sarebbe in grado di regolare i geni infiammatori e, in vitro, è stato visto essere in grado di inibire la differenziazione dei monociti nelle cellule dendritiche e bloccare gli effetti stimolatori delle cellule T, promuovendo la differenziazione dei monociti nei macrofagi e prevenendo il rilascio di citochine infiammatorie. Inoltre è stato dimostrato essere in grado di downregolare la secrezione di interleuchina IL-2, un fattore di crescita delle cellule T e un markers di infiammazione. Alcuni studi osservazionali hanno riscontrato una inferiore concentrazione di vitamina D tra le persone con malattie infiammatorie croniche.

Anche la supplementazione di acidi grassi omega-3 prometterebbe di ridurre l’infiammazione sistemica secondo alcuni studi. In particolare, i metaboliti dell’acido eicosapentaenoico (EPA) e dell’acido docosaesaenoico (DHA) esercitano i loro effetti attraverso la via dei leucotrieni e delle prostaglandine, con riduzione dei mediatori infiammatori e produzione di citochine. Il blocco della traslocazione nucleare del fattore nucleare B diminuirebbe la trascrizione genica per citochine infiammatorie ed enzimi cicloossigenasi (19-21).

Un nuovo studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica Chemical Chemistry da un gruppo di ricercatori di Harvard insieme a colleghi di Boston, ha voluto analizzare l’effettiva utilità dell’integrazione con queste sostanze per la prevenzione e il trattamento dell’infiammazione cronica. Lo studio randomizzato, in doppio ceco, ha testato gli effetti una supplementazione di Vitamina D (2000 UI al giorno) e di Omega-3 (1 g. al giorno) in donne di età superiore a 55 anni e uomini con più di 50 anni. Lo studio ha valutato i cambiamenti nelle concentrazioni plasmatiche di interleuchina IL-6, del recettore del fattore di necrosi tumorale 2 (TNFR2) e della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) dal basale a 1 anno tra i partecipanti che hanno assunto Vitamina D + Omega-3, Vitamina D da sola, Omega-3 o solo placebo. Lo studio ha coinvolto in tutto 1561 partecipanti.

A 1 anno di distanza, la concentrazione media nel siero di Vitamina D è aumentata del 39,1% in quelli che avevano assunto l’integrazione con vitamina D e la concentrazione media di acidi grassi Omega-3 è aumentata del 55,1% tra quelli che avevano assunto Omega-3, mentre erano ovviamente minimi i cambiamenti in entrambi i gruppi che avevano ricevuto solo placebo. Gli effetti collaterali sono stati rari per tutto lo svolgimento dello studio.

“Non abbiamo trovato prove” – concludono i ricercatori – “che uno di questi integratori nutrizionali ampiamente utilizzati riduca effettivamente i bio-marcatori di infiammazione sistemica dopo 1 anno di assunzione. Inaspettatamente, quelli randomizzati alla vitamina D attiva rispetto al placebo hanno registrato un aumento complessivo dell’8% della concentrazione di IL-6, in linea con un aumento non significativo del 6,9% di hsCRP, ovvero della proteina C reattiva, indicatrice di infiammazione”. Questi risultati sembrerebbero contrari all’ipotesi di un loro effetto sull’infiammazione sistemica. “Non è stata trovata alcuna evidenza” – proseguono i ricercatori – “che la supplementazione con vitamina D riduca ciascuno di questi markers di infiammazione sistemica”.

Un effetto minimo è stato invece riscontrato con la supplementazione di Omega-3 attivo sui biomarcatori di infiammazione sistemica analizzati, soprattutto tra quelli con un basso apporto di pesce al basale (un 10,45% diminuzione rispetto al 6,36% di aumento di hsCRP tra quelli con maggiore assunzione al basale).

“In questo ampio campione usato per uno studio controllato randomizzato basato sulla popolazione, né la supplementazione di Vitamina D né la supplementazione con acidi grassi Omega-3 nell’arco di 1 anno hanno ridotto significativamente questi biomarcatori dell’infiammazione” – concludono gli autori – “E’ pertanto improbabile che questi integratori, presi ampiamente e indiscriminatamente nella popolazione generale, possano avere importanti effetti antinfiammatori”.

Questo non contrasta assolutamente con gli effetti di questi composti ma pone importanti domande relative ai potenziali effetti di questo tipo di integrazione sull’infiammazione sistemica.

Articolo originale: “Effects of One Year of Vitamin D and Marine Omega-3 Fatty Acid Supplementation on Biomarkers of Systemic Inflammation in Older US Adults“, Clinical Chemistry, Vol. 65, Issue 11 November 2019.