L’insonnia potrebbe aumentare significativamente il rischio di malattie cardiovascolari.

I disturbi del sonno notturno sono molto frequenti: di insonnia cronica soffre il 10% della popolazione, in particolare le donne over 50, e al 30% capita ogni tanto di non riuscire a dormire.

Secondo un nuovo studio realizzato dalla School of Public Health, del Peking University Health Science Center, di Pechino, che è stato appena pubblicato sulla rivista Neurology, potrebbe esservi un legame fra i principali disturbi del sonno e un aumento del rischio di eventi cardiovascolari e anche cerebrovascolari, come infarto e ictus, soprattutto nei giovani. Un dato che, secondo gli esperti, dovrebbe spingere a valutare meglio il rischio cardiaco in persone giovani con problemi di insonnia, anche in assenza di altri fattori di rischio per malattie cardiovascolari e cerebrovascolari.

Sono stati analizzati nello studio i dati di 487.200 adulti di età compresa tra 30 e 79 anni che erano liberi da ictus, malattia coronarica e neoplasie al basale, reclutando i partecipanti da 10 aree in tutta la Cina. In particolare sono stati valutati 3 sintomi di insonnia, in particolare nell’addormentamento o nel mantenimento del sonno, nel risveglio mattutino e nella sonnolenza diurna per almeno 3 giorni a settimana al momento dell’entrata nello studio. L’incidenza di malattie cardiovascolari sono state seguite per tutti i partecipanti fino al 2016.

Durante una mediana di 9,6 anni di follow-up, sono stati documentati un totale di 130.032 casi di malattie cardiovascolari. Le analisi statistiche mediante regressione di Cox hanno mostrato che questi 3 sintomi di insonnia erano associati ad un aumentato rischio totale di malattie cardiovascolari, con i rapporti di rischio corretti (HR) e intervalli di confidenza (IC) del 95% di 1,09 (IC 95% 1,07–1,11 per quanto riguarda la difficoltà all’addormentamento, 1,07 (IC 95% 1,05– 1,09) per il risveglio mattutino e 1,13 (IC 95% 1,09–1,18) per la sonnolenza diurna rispettivamente. I partecipanti con sintomi individuali presentavano anche maggiori rischi di cardiopatia ischemica (IHD; HR 1.13, 1.09 e 1.17) e di ictus ischemico ma non ictus emorragico. I partecipanti con tutti e 3 i sintomi presentavano un rischio maggiore del 18%, 22% o 10% di malattie cardiovascolari, ipertensione o ictus ischemico rispetto agli adulti non sintomatici.

Inoltre, le associazioni tra tutti e 3 i sintomi e l’incidenza di malattie cardiovascolari erano costantemente più forti nei giovani adulti o in quelli senza ipertensione basale (p per interazione <0,05) il che potrebbe indicare che l’effetto potrebbe essere principalmente rilevante proprio nei giovani adulti, che spesso sono anche quelli più soggetti a stress cronico. Lo stress cronico infatti, produce anche frequenti alterazioni nei meccanismi dell’addormentamento e nel mantenimento del sonno, potendo portare ad altre patologie sia cardiovascolari, sia neurovascolari, sia psichiatriche.

Articolo originale: “Insomnia symptoms and risk of cardiovascular diseases among 0.5 million adults. A 10-year cohort“. Neurology Nov 2019, 10.1212.