L’obesità fa male anche al cervello. Aumenta il rischio di declino cognitivo.

L’obesità sta aumentando a livelli senza precedenti in tutto il mondo, con un impatto complessivo sui vari sistemi e organi del corpo che non è ancora pienamente compreso. L’obesità causa alterazioni in più organi, ed è sempre più difficile comprendere l’insieme delle interazioni tra gli effetti dell’obesità sui diversi organi, compreso il cervello.

Un nuovo studio, pubblicato su “Frontiers in Neuroscience” da un gruppo di ricercatori statunitensi e sudamericani, ha analizzato in maniera completa i disturbi metabolici presenti nell’obesità e i  loro effetti diretti e indiretti sui diversi sistemi e organi del corpo per valutare anche gli effetti che ha l’obesità sull’invecchiamento cerebrale e nello sviluppo di malattie neuro-degenerative.

“L’obesità” – spiegano gli autori dello studio – “colpisce più di un terzo della popolazione mondiale ed è stato dimostrato che l’obesità presente nei soggetti di mezza età, è in grado di ridurre l’aspettativa di vita di almeno 4-7 anni (Peeters et al., 2003). Un grave problema collegato all’obesità è la  serie di complicanze associate alla salute che provoca, tra cui ipertensione, diabete, aumento del rischio cardiovascolare e cancro (Calle et al., 2003)”.

Gli effetti dell’obesità, sembrano colpire tutti gli organi e gli apparati del corpo causando, infiammazione cronica, diabete, cancro, alterazioni al metabolismo muscolare, al pancreas, al fegato, all’apparato cardiovascolare e anche al cervello. Un’intera sezione di questa pubblicazione è stata interamente dedicata agli effetti sul cervello dell’obesità, valutando i cambiamenti anatomici e funzionali osservati nel cervello degli individui obesi, gli effetti dei fattori circolanti associati all’obesità sul cervello, gli effetti delle morbilità associate all’obesità sul cervello e, ultimo ma non meno importante, gli effetti dell’infiammazione associata all’obesità sul cervello.

L’obesità e la sindrome metabolica sono state senza dubbio legate al deterioramento della funzione cognitiva già da altre ricerche i cui dati clinici hanno dimostrato che l’obesità e il diabete mellito sono indubbiamente collegati non solo al declino cognitivo ma anche ad altri disturbi cerebrali come demenza, ansia e depressione.

Scrivono gli autori: “Sono stati proposti diversi modelli che includono il coinvolgimento di stress ossidativo, dell’infiammazione e metabolismo lipidico alterato in questo effetto. Anche la resistenza periferica all’insulina ha dimostrato di essere accompagnata da declino cognitivo, principalmente nella memoria e nella performance esecutiva in molti studi. La carenza di leptina è stata collegata ad alterazioni del volume e della struttura cerebrlai e queste alterazioni hanno dimostrato di essere invertibili mediante somministrazione esogena di leptina. È stato anche dimostrato che la leptina ha un impatto diretto sui nuclei ipotalamici che sono responsabili della produzione di peptidi sia oressinogenici che anoressigenici. La leptina è stata anche correlata al rilascio di neurotrasmettitore presinaptico e alla sensibilità del neurotrasmettitore post-sinaptico, nonché ai processi di memoria e cognizione, in particolare alle funzioni ipotalamiche e ippocampali. Ad esempio, studi condotti sull’uomo hanno dimostrato che alti livelli di leptina sono negativamente correlati al rischio di demenza tardiva. Inoltre, l’infiammazione cronica del cervello è stata anche collegata a disturbi neuro-degenerativi come la malattia di Alzheimer.

Quando la neuro-infiammazione diventa una costante e protratta nel tempo, (neuro-infiammazione cronica), è in gradi di interrompere le normali attività protettive e può portare alla plasticità sinaptica disadattiva e allo sviluppo di diversi disturbi neuro-degenerativi.

“L’obesità” – concludono gli autori – “può fungere da amplificatore o iniziatore dell’infiammazione cronica osservata  ad esempio nei pazienti con Malattia di Alzheimer, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per chiarire il contributo specifico dell’obesità sull’infiammazione cronica del cervello osservata nei momenti iniziali e nella progressione della malattia”.

Articolo originale: “The Complex Interactions Between Obesity, Metabolism and the Brain“, Front Neurosci. 2019; 13: 513.