La dieta mediterranea. Una buona alleata anche durante la gravidanza.

E’ noto che per le donne con fattori di rischio metabolico, in gravidanza vi è un maggiore rischio di complicanze. Ad nella popolazione generale, si consiglia alle persone ad alto rischio di malattie cardiovascolari di seguire specifici schemi dietetici con particolari approcci dietetici per prevenire ad esempio l’ipertensione in gravidanza. Tuttavia, nonostante la pubblicazione di numerosi studi randomizzati sugli interventi sulla dieta e sullo stile di vita in gravidanza, non sono emerse fino ad ora chiare raccomandazioni dietetiche per migliorare gli esiti della gravidanza per le donne con fattori di rischio metabolico. Questo recente studio pubblicato su Plos Medicine a luglio 2019, da un gruppo di ricercatori inglesi, olandesi e spagnoli, è stato mirato a valutare se una dieta in stile mediterraneo potesse ridurre gli esiti negativi della gravidanza nelle donne con questo alto rischio.

Il progetto di ricerca chiamato ESTEEM study, ha coinvolto 1.252 gestanti, tutte con fattori di rischio metabolici in un trial multicentrico randomizzato presso 5 reparti maternità inglesi, seguendole da settembre 2014 a febbraio 2016. Le donne in gravidanza sono state reclutate in centri urbani con fattori di rischio metabolici (obesità, ipertensione cronica o ipertrigliceridemia) modificandone l’alimentazione verso una dieta in stile mediterraneo con un’elevata assunzione di noci, olio extra vergine di oliva, frutta, verdura, cereali non raffinati e legumi, un consumo da moderato a elevato di pesce, un’assunzione relativamente bassa di pollame e prodotti lattiero-caseari, un basso apporto di carne rossa e di carni trasformate ed il divieto di assunzione di bevande zuccherate, trash food e cibi ricchi di grassi animali. I partecipanti hanno ricevuto consigli dietetici personalizzati a  18, 20 e 28 settimane di gestazione. Le partecipanti allo studio sono state suddivise in due gruppi per tutto il periodo della gravidanza. Gli end-point primari che sono stati valutati riguardavano l’eventuale sviluppo di diabete gestazionale o pre-enclampia, e complicanze ai nascituri (tra cui morte pre- o peri-natale, peso ridotto per l’età gestazionale o necessità di ricovero in unità di terapia intensiva neonatale).

Sono state escluse le partecipanti con una storia preesistente di diabete, di diabete gestazionale in precedenti gravidanze, malattie renali croniche o malattie autoimmuni o che stavano assumendo farmaci che alterano i lipidi come ad esempio le statine. Le donne con almeno uno dei fattori di rischio metabolico pre-specificati sono state randomizzate in 2 bracci dello studio in un rapporto di 1 a 1 tramite un sistema di gestione dei dati online protetto. I due gruppi sono stati bilanciati per BMI materno ed etnia. Le partecipanti assegnati al gruppo di controllo hanno ricevuto consigli dietetici secondo le raccomandazioni generali nazionali del Regno Unito per la cura prenatale e la gestione del peso in gravidanza; oltre all’integrazione di acido folico e vitamina D, le madri di entrambi i gruppi considerate ad alto rischio di pre-eclampsia hanno anche ricevuto aspirina a basso dosaggio (75 mg).

Al termine della gravidanza le donne del primo gruppo avevano preso mediamente 6,8 chilogrammi di peso contro gli 8,3 chilogrammi in media presi dalle gestanti del gruppo di controllo. Inoltre per le donne che hanno seguito la dieta mediterranea il rischio di sviluppare il diabete in gravidanza è risultato del 35% inferiore che per le altre donne. “Le madri che hanno seguito l’intervento” – concludono gli autori dello studio – “hanno aumentato in modo significativo il consumo di frutta a guscio, olio d’oliva, pesce, carne bianca e legumi e hanno al contempo ridotto l’assunzione di carne rossa, burro o margarina rispetto all’altro gruppo. Nel complesso, anche se l’intervento non ha ridotto significativamente gli esiti materni o alla progenie, ha avuto un effetto protettivo nel ridurre l’incidenza del diabete gestazionale e dell’aumento di peso durante la gravidanza, con un rischio di sviluppare il diabete in gravidanza ridotto del 35%, senza avere al contempo alcun effetto negativo”.

Articolo originale: “Mediterranean-style diet in pregnant women with metabolic risk factors (ESTEEM): A pragmatic multicentre randomised trial“, PLoS Med. 2019 Jul; 16(7): e1002857.