20 anni di vita sedentaria raddoppiano il rischio di morte prematura. Studio dell’European Society of Cardiology

Due decenni di stile di vita sedentario sarebbero associati a un rischio due volte maggiore di morte prematura rispetto a coloro che sono fisicamente attivi. Questo quanto emerge dai risultati dello studio HUNT presentato a fine agosto al Congresso ESC 2019 dell’European Society of Cardiology).

Questo recente studio, ha valutato come i cambiamenti nell’attività fisica svolta nell’arco di 22 anni fossero correlati al rischio di morte successiva per tutte le cause e in particolare per le malattie cardiovascolari.  Lo studio ha invitato tutti i residenti in Norvegia di età pari o superiore a 20 anni a partecipare e ha valutato, attraverso sondaggi, i livelli di attività fisica svolta dai soggetti nell’arco di decenni. In totale sono stati presi in considerazione 23.146 fra uomini e donne. L’attività fisica è stata classificata in base ai livelli di attività, suddividendola in inattiva, moderata (meno di due ore a settimana) e alta (due o più ore a settimana). I dati sull’attività fisica sono stati in seguito raffrontati alle informazioni sui decessi fino alla fine del 2013. Il rischio di morte prematura in ciascun gruppo di attività fisica è stato confrontato con il gruppo di riferimento. Le analisi sono state aggiustate per i possibili fattori confondenti noti che potessero influire sulla prognosi come l’indice di massa corporea, l’età, il sesso, il fumo, il livello di istruzione e i livelli di pressione sanguigna.

E’ stato osservato che, rispetto al gruppo di riferimento, le persone che erano inattive sia all’inizio dello studio (1984-1986) che al suo termine circa 22 anni dopo (2006-2008) avevano una probabilità doppia di morte per tutte le cause e un rischio maggiore di 2,7 volte di morire prematuramente per malattie cardiovascolari. Quelli con attività fisica moderata in entrambi i punti temporali avevano un rischio aumentato rispettivamente del 60% e del 90% di mortalità per tutte le cause e per cause cardiovascolari, rispetto al gruppo di controllo.

“Il nostro studio” – scrive l’autore dello studio, il Dr. Moholdt dell’Università norvegese di Trondheim -“implicano che per ottenere i massimi benefici per la salute dell’attività fisica in termini di protezione contro la causa prematura di tutte le cause e la morte per cause cardiovascolare, è necessario continuare ad essere fisicamente attivi”. Emergerebbero chiare raccomandazioni sulla quantità di esercizio che gli adulti dovrebbero fare per mantenere la propria salute, che sarebbero di 150 minuti a settimana di attività fisica di intensità moderata o 75 minuti alla settimana di attività fisica aerobica a intensità elevata.

“Un punto importante da sottolineare” – prosegue nella sua relazione il Dr. Moholdt è livelli costanti di attività fisica, anche al di sotto dei livelli consigliati, daranno comunque benefici per la salute. La forma fisica ottenuta è più importante della quantità di esercizio fisico svolto. I medici dovrebbero aiutare le persone a svolgere attività per il miglioreranno della propria forma fisica includendo tutti i tipi di esercizi che fanno respirare intensamente. Ad esempio, cammina verso i negozi invece di guidare, scendi dalla metropolitana una fermata in anticipo e usa le scale invece dell’ascensore. Consiglio a tutti di restare senza fiato almeno un paio di volte ogni settimana.”

“Anche le persone che sono passate da essere inattive a altamente attive durante il corso dello studio” – a aggiunto l’autore – “avevano un rischio di mortalità che era compreso tra coloro che erano stati continuamente attivi e quelli continuamente sedentari. Al contrario, coloro che sono passati da altamente attivi a inattivi avevano un rischio simile di morire a coloro che erano sempre stati inattivi”.

Questo studio non solo evidenzia l’importanza dell’essere fisicamente attivi, ma sottolinea anche gli effetti benefici per coloro che sono stati in passato sedentari dell’iniziare a svolgere attività fisica, meglio se attività di tipo aerobico.

Articolo originale: “Sedentary lifestyle for 20 years linked to doubled mortality risk compared to being active“, Paris, France – 31 Aug 2019.

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