Una maggiore assunzione di proteine ​​vegetali è associata a una minore mortalità totale e cardio-vascolare.

Da tempo si è affermato in alcuni studi, come l’assunzione di una maggiore quantità di proteine di origine vegetale con l’alimentazione sia associata ad un maggiore stato di salute con riduzione della mortalità e allungamento dell’aspettativa di vita; oltre che per l’ambiente, una maggiore assunzione di proteine vegetali con la diete, sarebbe in grado di aumentare l’aspettativa di vita. Lo afferma nuovamente anche un recente studio giapponese, pubblicato sulla rivista scientifica “Jama Internal Medicine” il 26 agosto. Chi ha una dieta basata di più sulle proteine vegetali rispetto a quelle animali vive più a lungo.

Nella ricerca che ha ha analizzato i dati di quasi 71 mila persone di mezza età seguite per due decenni, ha visto in chi ad una dieta sana vegetale corrispondeva sia un minor rischio generale di morte che di morte per cause cardiovascolari. La ricerca è stata coordinata dal National Cancer Center di Tokyo.

La domanda che si sono posti i ricercatori è stata la seguente: “Qual è l’associazione a lungo termine tra l’assunzione di proteine ​​nella dieta e la mortalità per tutte le cause o per cause specifiche nella popolazione?”

Lo studio ha coinvolto 70.696 partecipanti alla presso il Japan Public Health Center, che avevano un’età compresa tra 45 e 74 anni e non presentava anamnesi di cancro, malattia cerebrovascolare o cardiopatia ischemica al basale dello studio. I dati sono stati raccolti dal 1 gennaio 1995 al 31 dicembre 1999, con follow-up completatati al 31 dicembre 2016, durante il quale sono stati documentati 12.381 decessi totali. Le informazioni sull’assunzione alimentare di proteine, sono state raccolte attraverso un questionario sulla frequenza alimentare convalidato e utilizzate per stimare proprio l’assunzione di proteine ​​in tutti i partecipanti. I partecipanti sono stati raggruppati in categorie di ±quintili in base alla tipologia del loro apporto proteico, espresso in percentuale dell’energia totale. I dati sono stati analizzati dal 18 luglio 2017 al 10 aprile 2019. Gli hazard ratio (HRs) e l’IC al 95% per mortalità per tutte le cause e cause specifiche sono stati stimati utilizzando modelli di regressione dei rischi proporzionali mediante Cox con aggiustamento per potenziali fattori di confondimento.

“Tra tutti i 70.696 partecipanti allo studio, 32 201 (45,5%) uomini (età media: 55,6 ±7,6 anni) e 38.495 (54,5%) donne (età media: 55,8 ± 7,7 anni)” – riferiscono gli autori – “l’assunzione di proteine ​​animali non ha mostrato una chiara associazione con la mortalità in generale o specifica per causa. Al contrario, l’assunzione di proteine ​​vegetali è risultata associata a una mortalità totale inferiore, con un hazard Ratio di 0,89 (IC 95%, 0,83-0,95) per il quintile 2; 0,88 (IC 95%, 0,82-0,95) per il quintile 3; 0,84 (IC 95%, 0,77-0,92) per il quintile 4; e 0,87 (IC 95%, 0,78-0,96) per il quintile 5, con il quintile 1 come categoria di riferimento (P = .01 per la tendenza)”.

Per quanto riguarda la mortalità specifica per ciascuna causa, questa associazione con l’assunzione di proteine​​vegetali era evidente per la mortalità correlata alle malattie cardiovascolari (CVD) (HR, da 0,84 [IC 95%, 0,73-0,96] a 0,70 [IC 95%, 0,59-0,83]; P = .002 per tendenza). La sostituzione iso-calorica anche solo del 3% dell’ energia assunta in totale, da proteine ​​vegetali in sostituzione di proteine ​​di carne rossa, è stata associata a un totale inferiore (HR, 0,66; IC al 95%, 0,55-0,80), di mortalità correlata al cancro (HR, 0,61; IC al 95%, 0,45-0,82) e mortalità correlata a malattie cardio-vascolari (HR, 0,58; IC al 95%, 0,39-0,86). La sostituzione delle proteine ​​assunte da carne trasformate è stata associata a una mortalità totale inferiore (HR, 0,54; IC 95%, 0,38-0,75) e correlata principalmente al cancro (HR, 0,50; IC 95%, 0,30-0,85).

“In questo ampio studio prospettico” – concludono gli autori – “una maggiore assunzione di proteine ​​vegetali è stata associata a una mortalità inferiore sia totale che correlata a malattie cardiovascolari. Sebbene l’assunzione di proteine ​​animali non fosse associata direttamente agli esiti della mortalità, la sostituzione delle proteine ​​della carne rossa o delle proteine ​​della carne trasformata con proteine ​​vegetali era associata a una mortalità totale, correlata al cancro e per cause cardio-vascolari inferiore”.

E’ interessante notare, come una sostituzione anche minima, anche solo del 4%, dell’assunzione proteica totale da proteine animali a proteine di origine vegetali, riduca notevolmente il rischio di morte per tumori e per malattie cardio-vascolari.

Articolo originale: “Association of Animal and Plant Protein Intake With All-Cause and Cause-Specific Mortality.“, JAMA Intern Med. Published online August 26, 2019.

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