Pioggia di plastica: ora le microplastiche sono presenti anche nell’aria e nella pioggia!

Oramai le microplastiche sono anche nell’aria e nella pioggia. Un nuovo studio, pubblicato su “Nature Geoscience” da gruppi di ricercatori delle Università di Tolosa e Orleans, spiega che le particelle di microplastiche sono state trovate perfino nell’aria delle zone di montagna più selvaggia e apparentemente incontaminata. Perfino nell’Artico.

I rifiuti di plastica sono un problema globale in costante aumento e una delle principali sfide ambientali di questa generazione. Le microplastiche hanno praticamente tutti i luoghi del pianeta, anche  gli oceani attraverso il trasporto fluviale su scala globale e ora le ritroviamo anche nell’aria che respiriamo e conseguentemente anche nella pioggia.

Già in precedenza, uno studio realizzato dall’Università australiana di Newcastel commissionato da WWF International, aveva concluso lche a grande diffusione nell’ambiente di frammenti microscopici di plastica causerebbe l’ingestione media di 5 grammi di plastica ogni settimana, l’equivalente del peso di una carta di credito.

In questo nuovo studio francese, i ricercatori hanno studiato la deposizione di microplastica atmosferica in un bacino idrografico remoto e incontaminato nei Pirenei francesi.

Gli  studiosi hanno analizzato campioni di acque, ottenuti per cinque mesi consecutivi, che evidenziano la deposizione atmosferica umida e secca di microplastiche e hanno identificato fibre lunghe fino a ~750 µm e frammenti ≤300 µm come microplastiche. I conteggi giornalieri hanno riscontrato 249 frammenti, 73 pellicole e 44 fibre per metro quadrato che si sono depositato sul bacino suggerendo che le microplastiche possano raggiungere e colpire aree remote e scarsamente abitate attraverso il trasporto atmosferico.

i ricercatori mostrano che il sito monitorato ha ricevuto un gran numero di particelle di microplastiche (365 particelle per metro quadro al giorno) nei punti di rilevamento durante il periodo invernale 2017-2018 ed evidenzia la presenza di queste microparticelle in una ricaduta atmosferica non urbana. “L’analisi per questo singolo sito suggerisce” – scrivono gli autori – “un legame provvisorio, ma forse importante tra le precipitazioni (pioggia e/o neve), velocità e direzione del vento per la deposizione di microplastiche”.  I dati non sono in grado di dimostrare direttamente il trasporto a lungo raggio, tuttavia, la traiettoria della massa aerea, il trasporto di microplastiche e le considerazioni geografiche del sito, suggeriscono almeno che le fonti di emissione di queste microplastiche siano > 100 km di distanza.

Una nuova preoccupante conferma di come le microplastiche, e quindi l’uso di materie plastiche, stia mettendo in serio pericolo l’ecosistema ma fornisce anche nuove preoccupazione per la salute pubblica per l’impatto della loro presenza sui tessuti.

Fonte: “Atmospheric transport and deposition of microplastics in a remote mountain catchment“. Nature Geoscience. Vol 12, MAY 2019; pagg.: 339–344.

Articoli correlati: “A new study finds on average people could be ingesting approximately 5 grams of plastic every week, which is the equivalent weight of a credit card“. University of Newcastle, University Drive, Callaghan, NSW 2308, Australia.