Importanza degli acidi grassi a corta catena (SCFA) derivati dalla fermentazione della fibra alimentare per la salute.

Negli ultimi anni, è diventato sempre più evidente che il consumo di fibre alimentari ovvero di carboidrati non digeribili (NDC) è fondamentale per il mantenimento di una salute ottimale e la gestione dei sintomi della malattia metabolica.

La fermentazione che avviene a livello intestinale a partire dalla fibra alimentare, ovvero quella parte di carboidrati che non è digeribile dal nostro sistema digerente (NDC) e la produzione di acidi grassi a catena corta che ne deriva, è in grado di esercitare molti effetti fisiologici, tra cui servire come fonte di energia per gli enterociti (le cellule del colon), limitando la risposta glicemica e inducendo sazietà, promuovendo la perdita di peso, aumentando l’assorbimento minerale, riducendo l’infiammazione sistemica e migliorando in generale la salute intestinale.

Un recente studio, pubblicato ad Aprile sulla rivista scientifica Advanced in Nutrition da un gruppo di ricercatori della Division di Scienze della Nutrizione della Abbott Nutrition, in Ohio, rimette in evidenza l’importanza degli acidi grassi a catena corta (SCFA) derivati dalla fermentazione della fibra per la salute.

“Sebbene questi carboidrati non digeribili resistano alla digestione da parte degli enzimi dei mammiferi” – spiegano gli autori – “molti di essi servono come substrati per la fermentazione da parte dei batteri nel tratto gastrointestinale”. Il processo di fermentazione provoca l’idrolisi di questi carboidrati nei loro zuccheri costituenti, che vengono successivamente fermentati per produrre principalmente Acidi Grassi a catena corta, nonché gas H2 e CO2. Gli acidi grassi a catena corta, prodotti dalla fermentazione delle fibre, includono principalmente acetato, propionato e butirrato.

“Gli acidi grassi a catena corta (SCFA) forniscono una fonte di energia per la crescita microbica e una varietà di effetti fisiologici per l’ospite; il 90% viene metabolizzato dal microbiota come fonte energetica. La parte di SCFA che non sono metabolizzati dal microbiota vengono assorbiti dagli enterociti. Il butirrato è utilizzato preferenzialmente dagli enterociti come fonte di energia ma funge anche da regolatore della proliferazione e differenziazione cellulare agendo da agente trofico per la mucosa intestinale.

“L’assunzione di fibre alimentari” – spiegano gli autori – “riduce il rischio e i sintomi di molte malattie metaboliche e infiammatorie, tra cui la malattia infiammatoria intestinale (IBD), le malattie cardiovascolari, il cancro del colon-retto (CRC), l’obesità e il diabete. Le fibre fermentabili forniscono questi effetti benefici attraverso la produzione di acidi grassi a corta catena, che oltre a fornire energia ai colonociti e ai batteri residenti, riducono il pH endoluminale del tratto gastrointestinale limitando direttamente la crescita dei patogeno, migliorare l’assorbimento minerale e promuovere l’escrezione degli acidi biliari. Gli SCFA agirebbero anche come messaggeri secondari che regolano l’espressione genica e stimolano la sintesi dell’ormone e del peptide intestinale oltre che iniziare altre vie di trasduzione del segnale nei tessuti periferici (ad es., promuovendo l’aumento dell’utilizzo di glucosio e la riduzione della sintesi del colesterolo). Inoltre, gli SCFA circolanti sarebbero anche in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e di alterare le concentrazioni di neurotrasmettitori e ormoni, influenzando l’appetito”.

“Sulla base della nostra ampia revisione di studi clinici” – concludono gli autori – “sta diventando sempre più chiaro che questi meccanismi svolgono un ruolo importante nella capacità delle fibre fermentabili di contribuire a contenere la risposta glicemica, aumentare la sazietà e quindi la perdita di peso, aumentare l’assorbimento di minerali, ridurre l’infiammazione sistemica cronica e promuovere la salute gastro-intestinale. Sebbene la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) per fermentazione della fibra alimentare, non sia di per sé un punto finale fisiologico, è diventato sempre più evidente che molti degli effetti clinici provocati dalle fibre sono direttamente mediati da prodotti finali fermentativi, come gli SCFA”.

Articolo originale: “Physiologic Importance of Short-Chain Fatty Acids from Nondigestible Carbohydrate Fermentation“. Advances in Nutrition, Volume 10, Issue 4, July 2019, Pages 576–589.