Consumo di bevande zuccherate e rischio di cancro: nuovo studio di coorte conferma il rischio.

Il consumo di bevande zuccherate è progressivamente aumentato in tutto il mondo negli ultimi decenni in maniera esponenziale. L’impatto di queste bevande zuccherate sulla salute cardio-metabolica è stato ben studiato e sono risultate essere associate ad un aumentato rischio di aumento di peso, sovrappeso o obesità, una maggiore incidenza di diabete di tipo-2 (indipendentemente da sovrappeso e obesità), un rischio più elevato di ipertensione e con la morte cardio-metabolica. Già in un precedente studio del 2010, era stato stimato che tra tutti i decessi annuali per diabete e malattie cardiovascolari, circa 178.000 erano attribuibili al consumo di bevande zuccherate. Il consumo di bevande zuccherate è risultato essere uno dei fattori di rischio comportamentali che contribuivano maggiormente all’aumento dei decessi e della disabilità (DALY) tra il 1990 e il 2016.

Per quanto riguarda invece l’associazione tra bevande zuccherate e rischio di cancro, questa è stata in generale meno studiata. “Tuttavia” – scrivono gli autori di questo studio – “questa relazione potenziale ha sollevato crescenti preoccupazioni a causa della sua plausibilità; infatti, le bevande zuccherate sono associate al rischio di obesità, che a sua volta è riconosciuto come un forte fattore di rischio per molti tipi di cancro. Inoltre, i meccanismi alla base di un legame tra bevande zuccherine e cancro potrebbero coinvolgere l’insulino-resistenza causata dal loro alto indice glicemico o carico glicemica, che sono stati correlati al cancro al seno, al cancro epato-cellulare e ai carcinomi correlati al diabete”.

In questo studio pubblicato da un gruppo di ricercatori del “Sorbonne Paris Cité Epidemiology and Statistics Research Center (CRESS) di Parigi, sono stati analizzati i dati relativi a 101.257 soggetti adulti francesi – 21% uomini e 79% donne – valutandone inizialmente il consumo di bevande zuccherate; gli stessi partecipanti sono poi stati seguiti per un massimo di 9 anni, tra il 2009 e il 2018, per valutare il rischio di sviluppare tutti i tipi di tumore e di alcuni forme specifiche come il tumore della mammella, del colon e della prostata.

“Abbiamo riscontrato che un aumento del consumo di bevande zuccherate” – concludono gli autori dello studio – “era positivamente associato al rischio di cancro in generale e di cancro al seno. Quando il gruppo di bevande zuccherate è stato diviso in succhi di frutta al 100% e altre bevande zuccherate, il consumo di entrambi i tipi di bevande è risultato associato a un più alto rischio globale di cancro. Al contrario, in questo studio non è stata rilevata alcuna associazione tra consumo di bevande artificialmente addolcito e rischio di cancro”.

In questo studio sono stati considerati anche i succhi di frutta al 100% rispetto al rischio di cancro in generale. “Se questi risultati fossero definitivamente confermati e supportati da dati sperimentali meccanicistici” – scrivono gli autori – “dato il grande consumo di bevande zuccherate nei paesi occidentali, queste bevande rappresenterebbero un fattore di rischio modificabile per la prevenzione del cancro, in aggiunta al loro ben definito impatto sulla salute cardio-metabolica”.

Questi dati supportano la pertinenza delle raccomandazioni esistenti per limitare il consumo di bevande zuccherate, compresi i succhi di frutta 100%, e azioni politiche, come la tassazione e restrizioni per il marketing che riguardino le bevande zuccherate, fatto che potrebbe potenzialmente contribuire alla riduzione dell’incidenza del cancro nei paesi industrializzati.

Articolo originale: “Sugary drink consumption and risk of cancer: results from NutriNet-Santé prospective cohort“. BMJ 2019;366:l2408.

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