Test in orbita per la prima vela solare LightSail-2.

Il 25 giugno 2019 è stata Lanciata, a bordo tra gli altri carichi di un razzo FalconHeavy, LightSail-2, una delle prime vele solari, sviluppata dalla società no-profit Planetary Society, dedicata all’esplorazione spaziale.

La vela solare, è stata inviata in orbita fino a 720 Km di altezza, all’interno di uno dei satelliti lanciati da SpaceX. “Nell’ambito di questo  progetto” – spiegano i progettisti della Planetary Sociaty – “LightSail® mira a diventare il primo veicolo spaziale in orbita terrestre spinto esclusivamente dalla luce solare. Il proposito di questa missione è quello di aumentare l’orbita di LightSail-2 di una quantità misurabile, dimostrando così che la navigazione solare è un mezzo di propulsione utilizzabile per una piccola nave spaziale come CubeSats, sempre della Planetary Society, con lo scopo di ridurre il costo dell’esplorazione spaziale”.

Alcuni giorni dopo il lancio, LightSail-2 ha “chiamato casa” inviando i primi segnali al controllo della missione a Cal Poly San Luis Obispo, in California. Il controllo della missione ha ricevuto i primi segnali da LightSail-2 il 2 luglio alle 01:34 PDT (08:34 UTC), mentre il veicolo spaziale passava proprio sopra Cal Poly.

Una volta che saranno state dispiegate e dopo avere verificato che tutto funziona a dovere, le vele verranno ruotate alla ricerca del loro “vento”, i fotoni prodotti dal sole, che, almeno secondo le intenzioni dei progettisti, dovrebbero iniziare a spingerla dando l’inizio a una nuova era nella propulsione delle sonde per l’esplorazione spaziale.

“Il veicolo spaziale Georgia Tech Prox-1” – hanno riferito al controllo missione – “ha svolto perfettamente il proprio compito, immettendo LightSail-2 nell’orbita desiderata per la navigazione solare. Ricevere il segnale radio iniziale da LightSail-2 è un’importante pietra miliare e la squadra di controllo volo è entusiasta di iniziare le operazioni di missione.”

Dopo circa una settimana di verifica del corretto funzionamento dei sistemi di LightSail-2, anche grazie alle immagini di prova della telecamera prima e dopo lo schieramento dei pannelli solari di CubeSat, il team schiererà la vela solare di 32 metri quadrati, delle dimensioni di un ring di pugilato.
Una volta che LightSail-2 avrà dispiegato la sua vela solare, comincerà a intercettare la debole spinta dei raggi del Sole ad ogni orbita, dando una leggera spinta alla navicella. L’obiettivo sarà quello di aumentare l’orbita della nave spaziale di una quantità misurabile anche se ridotta nel corso di un mese. L’astronave rimarrà in orbita circa un anno prima di entrare nell’atmosfera e bruciare.

Link: LightSail Fly by Light for CubeSats – Planetary Society.