Possibile stretto legame tra perdita dell’udito nell’anziano e Declino Cognitivo e Demenza

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, 360 milioni di persone nel mondo, riportano una diminuzione della capacità uditiva, soprattutto in età medio avanzata, e il numero sembrerebbe destinato a raddoppiare nei prossimi trent’anni. Secondo i dati della National Health and Nutrition Examination Survey, negli Stati Uniti più della metà dei settantenni e oltre l’80% degli ottantenni ha una perdita di udito che varia da lieve a moderata o peggio.

La perdita dell’udito negli adulti è piuttosto comune e fortemente associata con l’avanzare dell’età e con altri fattori demografici, oltre che a fattori evitabili quali ad esempio l’esposizione al rumore.

Recentemente, la perdita dell’udito non trattata e l’isolamento sociale che ne deriva è stata indicata, come una possibile connessione tra perdita dell’udito legata all’età e declino cognitivo e demenza nell’anziano.

Studi recenti hanno mostrato prestazioni peggiori degli ipoacusici in test cognitivi di valutazione della velocità con cui vengono elaborate le nuove informazioni e della flessibilità nel modo di pensare ma anche una probabilità triplicata di avere una diagnosi di declino cognitivo lieve, condizione che spesso può evolvere in Alzheimer e/o Demenza. In uno studio pubblicato a settembre scorso sulla rivista JAMA Otolaryngol Head Neck Surgery, ha studiato una coorte di persone di 50 anni o più di età del Regno Unito, per valutare se la perdita o una forte riduzione dell’udito abbia avuto un’associazione negativa con la cognizione.

Sono stati esclusi quelli con una diagnosi di demenza, malattia di Alzheimer, o morbo di Parkinson o con infezioni dell’orecchio e impianti cocleari. I dati sono stati analizzati dal 1 ° agosto 2017 fino al 25 maggio 2018. Le capacità mnemoniche e la funzione esecutiva come misura indiretta della funzione cognitiva e dell’udito sono state analizzate attraverso un dispositivo di screening dell’udito (HearCheck™ Siemens).

Su di un totale di 9666 soggetti arruolati nello studio, 7385 sono stati valutati idonei per l’analisi dopo aver applicato i criteri di esclusione; di questi 7385, 3056 (41,4%) hanno avuto perdita dell’udito lieve e 755 (10,2%) sono incorsi in una sordità grave; solo 834 (11,3%) hanno utilizzato un apparecchio acustico.

“La perdita dell’udito ha avuto un’associazione negativa con le capacità cognitive.” – concludono gli autori – “Per quelli con perdita da moderata a severa, il punteggio sulla valutazione della memoria era di 1 punto in meno (-1,00; IC 95%, -1,24 a -0,76), rispetto a quelli senza perdita uditiva. Tuttavia, questa associazione è stata osservata solo negli individui con perdita uditiva non trattata (cioè, quelli che non usavano apparecchi acustici), avvalorando l’evidenza che sia l’isolamento sociale a fungere da fattore di mediazione”.

“Sebbene la perdita dell’udito e le capacità cognitive siano in certa misura collegate” – concludono gli autori dello studio – “è l’ipoacusia non trattata a guidare questa associazione. L’isolamento sociale è un fattore di mediazione di questo collegamento per coloro che hanno una perdita uditiva non trattata. Il declino cognitivo associato alla riduzione dell’udito correlata all’età (ARHI) è probabilmente prevenibile attraverso una riabilitazione precoce e un maggiore screening opportunistico per gli anziani“.

Lo studio evidenzia l’importanza di mantenere una buona funzione uditiva nell’anziano in quanto una sua diminuzione può contribuire al decadimento cognitivo e alla Demenza; questa relazione sembrerebbe mediata dall’isolamento sociale che ne deriverebbe, tuttavia non è possibile escludere altre dinamiche come suggerito da altri studi; l’ipoacusia potrebbe comportare un maggiore sfruttamento delle risorse cognitive per decodificare i suoni in informazioni utili, rendendo così la persona più vulnerabile alla demenza.

Articolo originale: Ray J, Popli G, Fell G. “Association of Cognition and Age-Related Hearing Impairment in the English Longitudinal Study of Ageing“. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. Published online September 06, 2018144(10):876–882.