Cibi ultra-processati e rischi per la salute. Nuove conferme.

Da tempo si discute sui rischi causati dall’assunzione di cibi pronti e ultra-processati. Ora, un nuovo studio pubblicato sulla rivista medica Jama Internal Medicine a febbraio 2019, da un gruppo di ricercatori dell’Università Sorbona di Parigi, conferma i rischi per la salute.

“Prove crescenti” – scrivono gli autori dello studio – “indicano che una maggiore assunzione quotidiana di alimenti ultra-processi è associato a una maggiore incidenza di malattie. Tuttavia, fino ad oggi, l’associazione tra consumo di alimenti ultra-processi e rischio di mortalità non è mai stata studiata”.

L’obiettivo di questo nuovo studio è stato proprio quello di valutare l’associazione tra consumo di cibi ultra-processi e rischio di mortalità per tutte le cause. Per questo nuovo studio sono stati considerati i soggetti adulti, di età pari o superiore a 45 anni, di uno studio di coorte francese iniziato l’11 maggio 2009 e che ha effettuato un follow-up fino al 15 dicembre 2017 (con una mediana di 7,1 anni ). Il gruppo di alimenti ultra-processi (ricavato utilizzando il sistema di classificazione degli alimenti NOVA), è risultato essere composto da formulazioni pronte per il consumo o per essere riscaldate, a base di ingredienti generalmente combinati con additivi.

In totale sono stati inclusi nello studio 44551, di cui 32549 (73,1%) erano donne, con un’età media al basale di 56,7 (7,5) anni. Gli alimenti ultra-processi rappresentavano mediamente il 14,4% del peso del cibo totale consumato, corrispondente a una percentuale media del 29,1% dell’apporto calorico totale ed era più frequentemente associato all’età più giovane (45-64 anni, P<0,001), ad un reddito inferiore (<1200 €/mese, P<0.001), ad un livello di istruzione inferiore (nessun diploma o scuola elementare, P<0.001) e a soggetti che vivevano da soli e con livelli inferiori di attività fisica (P<0.001).

Sono stati riscontrati in totale 602 decessi (1,4%) durante tutto il periodo del follow-up. Dopo aggiustamenti per escludere fattori confondenti, è risultato come un aumento della percentuale di alimenti ultra-processi nella dieta, fosse associato a un più alto rischio di mortalità per tutte le cause (con un incremento del rischio del 10%, P=0,008).

“Un aumento del consumo di alimenti ultra-processi” – concludono gli autori – “sembra essere associato a un rischio complessivo di mortalità più elevato nella popolazione popolazione adulta; sono tuttavia necessari ulteriori studi prospettici per confermare questi risultati e per estrapolare i vari meccanismi attraverso i quali questi cibi possono influire negativamente sulla salute”.

Questo studio è l’ennesima conferma del fatto che le preparazioni industriali non devono mai prevalere in modo sbilanciato sui cibi freschi. Il fatto stesso che il profilo socio-demografico dei partecipanti mostra un maggior consumo di cibi ultra-lavorati corrisponde all’età più giovane, ad un reddito inferiore e livello di istruzione inferiore, confermano ulteriormente l’importanza della scelta di cibi genuini rispetto alle preparazioni industriali di cibi pronti.

Articolo originale: Schnabel L, Kesse-Guyot E, Allès B, et al. Association Between Ultraprocessed Food Consumption and Risk of Mortality Among Middle-aged Adults in France. JAMA Intern Med. Published online February 11, 2019. doi:10.1001/jamainternmed.2018.7289.

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