Noci e frutta secca, validi alleati contro il diabete tipo II

Per molti anni, la frutta secca è stata ritenuta non sempre indicata per l’alimentazione dei pazienti con diabete di tipo II, soprattutto a causa dell’elevato contenuto in calorie.

Ora un nuovo studio pubblicato su Circulation Research a febbraio 2019 sembra rivalutare le noci, ma anche nocciole e mandorle come alimenti utili, se assunti regolarmente ma con moderazione, nei soggetti diabetici grazie al loro contenuto in acido oleico, acidi grassi polinsaturi, fibre, minerali e vitamina E per la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari in questo tipo di soggetti. Questo studio ha provato a correlare l’assunzione alcuni tipi di frutta secca, tra cui noci e arachidi, in relazione al rischio futuro di malattie cardiovascolari (CVD), tra cui malattia coronarica e ictus e, in generale, mortalità per tutte le cause e cause specifiche tra gli individui con diabete di tipo II.

Lo studio prospettico, ha preso in considerazione 16.217 uomini e donne con diagnosi di diabete di tipo II al momento dell’arruolamento nello studio o diagnosticato durante il follow-up tra i partecipanti ad uno studio di professionisti della salute, in particolare infermieri tra il 1980 e il 2004. Il consumo di noci è stato valutato utilizzando un questionario di frequenza alimentare convalidato e aggiornato ogni 2-4 anni. Durante il follow-up, sono stati riscontrati 3336 casi nuove malattie cardiovascolari e 5682 decessi totali. Un maggiore consumo totale di noci è stato associato a un minor rischio di incidenza e mortalità cardiovascolare. Il rischio multivariato corretto per i partecipanti allo studio che hanno consumato 5 o più porzioni di noci totali a settimana (1 porzione=28 g), rispetto a quelli che hanno consumato meno di 1 porzione al mese, era 0,83 (0,71-0,98; P=0,01) per l’incidenza totale di malattie cardiovascolari, 0,80 (0,67-0,96; P=0,005) per incidenza di patologia coronarica, 0,66 (0,52-0,84; P<0,001) per mortalità per malattia cardiovascolare e 0,69 (0,61-0,77; P<0,001) per la mortalità per tutte le cause. Il consumo totale di noci non è risultato invece significativamente associato al rischio di incidenza di ictus o di mortalità per cancro.

Per quanto riguarda invece  il tipo specifico di frutta a guscio, il consumo più elevato di noci è stato associato a un minor rischio totale, l’incidenza e la mortalità di malattie cardiovascolari, mentre il consumo di arachidi è stato associato solo a una mortalità inferiore per tutte le cause (P<0.001).

Inoltre, rispetto ai partecipanti che non hanno modificato il consumo di noci totali dopo la diagnosi di diabete, i partecipanti che hanno aumentato il consumo di nocciole totali dopo la diagnosi avevano un rischio inferiore dell’11% di malattia cardiovascolare, del 15% minore rischio di malattia coronarica, una mortalità per malattia cardiovascolare inferiore del 25% e una mortalità per tutte le cause inferiore del 27%. Gli effetti riscontrati persistevano anche nelle analisi dei sottogruppi stratificati per sesso, indice di massa corporea alla diagnosi, stato di fumatore, durata in anni del diabete, consumo di noci prima della diagnosi del diabete o qualità della dieta.

“Un maggior consumo di frutta secca a guscio, in particolare di noci” – concludono gli autori dello studio – “è stato associato a una minore incidenza di malattie cardiovascolari e della mortalità tra i partecipanti con diabete. Questi dati forniscono nuove prove che supportano la raccomandazione di inserire le noci in modelli dietetici sani per la prevenzione delle complicanze cardiovascolari e dei decessi prematuri nei soggetti con diabete di tipo II”.

Articolo originale: “Nut Consumption in Relation to Cardiovascular Disease Incidence and Mortality among Patients with Diabetes Mellitus“. Circulation Research, Feb 2019.

 

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