Una alimentazione corretta potrebbe evitare 1/5 dei decessi per malattie cardiovascolari in Europa

Sebbene in generale i tassi di mortalità siano diminuiti negli ultimi 26 anni, il numero assoluto di decessi per malattie cardiovascolari legati all’alimentazione è aumentato tra il 2010 e il 2016 nell’Europa occidentale. Nel 2016, circa 601.000 decessi (il 28,6% di tutti i decessi per malattie cardiovascolari potenzialmente correlate all’alimentazione) si sono verificati tra gli adulti di età inferiore ai 70 anni. Rispetto ad altri fattori di rischio comportamentali, una dieta equilibrata avrebbe un ruolo chiave per evitare morti premature. E’ quanto emerge da un recente studio pubblicato su “European Journal of Epidemiology” il 14 dicembre 2018.

Nel 2016 le abitudini alimentari sono risultate associate a 2,1 milioni di decessi per cause cardiovascolari in Europa secondo fonti dell’OMS, pari al 22,4% di tutti i decessi e al 49,2% dei decessi per malattie CV.

“Oltre a fattori legati allo stile di vita come l’inattività fisica, il fumo e l’abuso di alcol, una dieta sub-ottimale” – scrivono gli autori dello studio – “costituisce un grave rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari”. Secondo il Global Burden of Disease Study (GBD) del 2016, un programma di ricerca regionale e globale sull’incidenza di malattie che valuta la mortalità e la disabilità, e i fattori di rischio, oltre 9,1 milioni di morti premature per malattie cardiovascolari in tutto il mondo sarebbero attribuibili ad una dieta non corretta, pari al 52% di tutti i decessi correlati a malattie cardiovascolari nel 2016. Modelli dietetici corretti potrebbero essere uno strumento efficace per superare la grande incidenza delle malattie cardiovascolari nella società occidentale.

I ricercatori hanno analizzato il livello di esposizione (valutato come consumo di alimenti) di ciascun fattore di rischio dietetico analizzato ed hanno riscontrato come sul rischio di morte per cause cardiovascolari, pesino di più la carenza di alcuni nutrienti che avrebbero un ruolo protettivo sul sistema cardiovascolare, rispetto all’eccesso di alimenti più nocivi.

I fattori di rischio alimentari analizzati sono stati i seguenti: alimentazione carente in fibre, alimentazione povera di frutta, dieta con pochi legumi, dieta povera in frutta secca e semi oleosi, dieta povera di grassi poliinsaturi e omega-3, dieta povera in vegetali e povera in cibi integrali e, per quanto riguarda gli eccessi, dieta ricca in carni processate, ricca di sale da cucina e bevande zuccherate e acidi grassi trans-saturi.

Analizzando i risultati pubblicati, tra i fattori di rischio da errori alimentari più evidenti troviamo una dieta povera di cereali integrali ( 429.000 morti evitabili), seguita da una dieta a basso contenuto di noci e semi (341.000 morti evitabili) e da una dieta a basso contenuto di frutta (262.000 morti evitabili), e una dieta a basso contenuto di acidi grassi omega-3 (227.000 morti evitabili), mentre solo un numero inferiore di decessi (251.000) è stato collegato una dieta troppo ricca di sodio.

“Con il 22,4% della mortalità complessiva e il 49,2% della mortalità per malattie cardiovascolari” – concludono gli autori – “i fattori dietetici contribuiscono in maniera sostanziale all’incidenza di malattia in Europa. Rispetto ad altri
fattori di rischio comportamentali (e quindi modificabili), quali inattività fisica, abuso di droghe e alcol, fumo di tabacco, ecc., correggere un’alimentazione alterata è il mezzo più efficace per prevenire la morte prematura per malattie cardiovascolari nella popolazione europea”.

Articolo originale: “Cardiovascular mortality attributable to dietary risk factors in 51 countries in the WHO European Region from 1990 to 2016: a systematic analysis of the Global Burden of Disease Study“. Eur J Epidemiol. 2019 Jan;34(1):37-55. Epub 2018 Dec 14.

 

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