La dieta mediterranea potrebbe ritardare l’insorgenza della malattia di Alzheimer

Seguire la dieta Mediterranea potrebbe ritardare l’insorgenza della malattia di Alzheimer di  anni in soggetti a rischio, è quanto emerge da una nuova ricerca condotta da ricercatori della Edith Cowan University e pubblicato a novembre 2018 sulla rivista scientifica Nature Translational Psychiatry. Lo studio ha voluto analizzare se vi fosse un collegamento fra l’aderenza alla dieta mediterranea, un declino cognitivo più lento e un rischio ridotto di insorgenza di malattia di Alzheimer.

Già in passato alcuni studi condotti alla Edith Cowan University, avevano suggerito che la dieta Mediterranea, ricca in vegetali, frutta, cereali integrali, pesce e olio d’oliva può rallentare il declino cognitivo. Questo è però il primo studio che dimostra un rallentato accumulo di proteina Beta-Amyloide (Aß) nel cervello di persone a rischio di sviluppo di malattia di Alzheimer.

Molte ricerche, inclusa la nostra, hanno collegato l’aderenza alla Dieta Mediterranea con un declino cognitivo più lento e un rischio ridotto di malattia di Alzheimer. “Resta da determinare” – scrivono gli autori – “il modo in cui la Dieta Mediterranea conferisce tale beneficio cognitivo. Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare la relazione tra buona aderenza alla Dieta Mediterranea e accumulo cerebrale di Aβ attraverso tomografia a emissione di positroni (PiB-PET), in soggetti di controllo sani, cognitivamente normali, partecipanti allo “Australian Imaging, Biomarkers and Lifestyle (AIBL) Study of Aging, e classificati come “accumulatori Aβ”, e quindi considerati a rischio nel percorso AD”.

I ricercatori hanno ipotizzato che una maggiore aderenza alla Dieta Mediterranea sarebbe associata ad un minore accumulo di Aβ cerebrale nel tempo.

Gli autori riportano che uno dei fattori più interessanti di questa ricerca è stata l’evidenza che non era necessario avere seguito la Dieta Mediterranea per tutta la vita, ma anche seguendola per anche solo 3 anni vi era una riduzione di accumulo di proteina Ab fino anche al 60%.

“Questo ci dice che mangiare una dieta mediterranea potrebbe potenzialmente ritardare l’insorgere dei sintomi della malattia di Alzheimer di anni. Quindi, seguendo una dieta mediterranea”- conclude il Dr. Rainey Smith, primo autore dello studio – “le persone a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer potrebbero guadagnare qualche anno in più con i loro cari prima dell’inizio di questa terribile afflizione”.

I ricercatori hanno identificato l’elevato consumo di frutta come l’aspetto chiave della dieta mediterranea che offriva la massima protezione contro il morbo di Alzheimer. “Mentre tutti gli aspetti della dieta mediterranea sembrano essere importanti per ridurre il rischio di Alzheimer” – prosegue il Dr. Rainey – “nel nostro studio, l’assunzione di frutta ha fornito il massimo beneficio. Non è chiaro esattamente come la frutta abbia rallentato l’accumulo di Aβ. Una possibilità è che l’alta concentrazione di vitamina C in molti frutti che fanno parte della dieta mediterranea, come agrumi e fragole, potrebbe essere la risposta in quanto è stato dimostrato che è in grado di ridurre l’accumulo di Aβ nei modelli murini”.

Articolo originale: “Mediterranean diet adherence and rate of cerebral Aβ-amyloid accumulation: Data from the Australian Imaging, Biomarkers and Lifestyle Study of Ageing“. Translational Psychiatry, volume 8, Article number: 238 (2018).