Cambiamenti climatici: siamo quasi al punto di non ritorno!

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Un nuovo ennesimo allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale per il Clima (WMO) per quanto riguarda i livelli di gas serra e questa volta potremmo davvero essere vicinissimi al punto di non ritorno!  Nel 2016, i gas serra nell’atmosfera avrebbero raggiunto un nuovo record, confermando come oramai siamo vicinissimi al punto di non ritorno.

Le ultime analisi del “Greenhouse Gas Bullettin” del WMO che monitorizza i livelli di gas serra nell’atmosfera, sembra evidenziarlo molto chiaramente.

Il tasso di aumento del biossido di carbonio atmosferico (CO2) negli ultimi 70 anni è quasi 100 volte maggiore che alla fine dell’ultima era glaciale e aumenti cosi repentini non erano mai stati osservati. “Aumento cosi rapidi dei livelli atmosferici di CO2 e degli altri gas a effetto serra (GHG)” – scrivono gli autori – “hanno la capacità di avviare cambiamenti imprevedibili nel sistema climatico, a causa dei forti feedback positivi, e portare a gravi conseguenze ecologiche ed economiche“.

La continua crescita della popolazione, pratiche agricole intensive, l’aumento continuo dell’uso del suolo e la deforestazione, associata alla continua industrializzazione associata alla produzione energetica da fonti di combustibili fossili, hanno tutti contribuito all’aumento dei gas ad effetto serra atmosferici a partire dall’inizio dell’era industriale nel 1750.

Le emissioni di CO2 prodotta dalle attività umane, sono state nel 2016 di nuovo a dei livelli record; questi alti livelli di emissioni, insieme alle emissioni naturali del 2015-16 correlate a El Niño, hanno contribuito a far registrare un aumento record della concentrazione di CO2 nell’atmosfera.

L’aumento costante delle concentrazioni dei gas ad effetto serra nell’atmosfera durante tutto il periodo di osservazione del WMO che va dal 1970 fino ad oggi è pienamente coerente con l’aumento globale osservato nelle temperature medie nello stesso periodo con un aumento record misurato nel 2016.

“Più aspettiamo ad attuare l’accordo di Parigi sul clima” – riferiscono dal WMO – “maggiore e più drastico dovrà essere l’impegno e più drastiche e costose dovranno essere le future riduzioni delle emissioni da attuare per mantenere il cambiamento climatico entro i limiti critici”.

L’ultima volta in cui il nostro pianeta ha registrato valori simili di CO2 è stato 3-5 milioni di anni fa, quando la temperatura in superficie era più calda di 2-3 °C e il livello del mare era superiore di 10-20 metri rispetto ad oggi. A preoccupare sono dunque non solo le emissioni ma anche le concentrazioni, ossia ciò che rimane “nell’aria” dopo l’assorbimento delle emissioni che hanno oramai raggiunto livelli critici davvero prossimi al punto di non ritorno per evitare cambiamenti climatici estremi.

Siamo oramai giunto al punto in cui, per fare in modo che l’aumento della temperatura media globale sia inferiore a 1,5 °C entro il 2050 è necessario che le emissioni nette di CO2 vengano completamente azzerate!

Come scrive il Presidente del WMO, “La finestra di opportunità per poter agire è oramai quasi chiusa“.

A preoccupare inoltre, non è solo l’aumento della CO2, ma anche di altri gas quali il metano (CH4) e l’ossido di azoto (N2O).

L’ultima analisi effettuata dal programma del WMO mostra che globalmente le concentrazioni calcolate di CO2, metano e ossido di azoto hanno raggiunto nuovi massimi nel 2016, con la CO2 a 403,3 ± 0,1 ppm, il metano a 1853 ± 2 ppb e l’ossido di azoto a 328,9 ± 0,1 ppb. Questi valori costituiscono, rispettivamente, il 145%, il 257% e il 122% dei livelli preindustriali (prima del 1750) per gli stessi gas.