Vivere a contatto con la natura migliora le capacità di memoria spaziale dei bambini

Spazi verdi e memoria. Una connessione che è al centro di un nuovo studio pubblicato sul “British Journal of Educational Psychology”, secondo il quale i bambini che vivono in quartieri urbani più verdi possono avere un migliore sviluppo della memoria spaziale, quella memoria che ci permette di registrare le informazioni sull’ambiente circostante e orientarci nello spazio.

I quartieri progettati con un maggiore spazio verde vengono spesso pensati e costruiti per rendere i loro residenti adulti più sani e con una migliore forma fisica, tuttavia relativamente poche sono le ricerche volte ad indagare il ruolo di degli spazi verdi urbani per i bambini, specialmente per il loro effetto sullo sviluppo cognitivo.

Secondo vari studi, l’esposizione ad ambienti naturali e ricchi di verde, ripristinerebbe le risorse di attenzion imponendo meno richieste all’elaborazione visiva o uditiva rispetto a situazioni che richiedono invece l’uso di attenzione “diretta” come nei tradizionali contesti urbani e che si traducono in affaticamento mentale, caratterizzato dal sentirsi irritabili e facilmente distratti. Il contatto con la natura potrebbe invece aiutare nel recupero dalla fatica dell’attenzione diretta in quanto la visione diretta di ambienti naturali, che sembrano coinvolgere principalmente sull’attenzione ‘involontaria’, permetterebbe di non sovraccaricare i meccanismi dell’attenzione diretta.

“Abbiamo condotto questo studio” – riferiscono gli autori – “per rafforzare le prove sul ruolo dell’esposizione allo spazio verde come miglioramento della sfera cognitiva del bambino in generale”.

Il campione analizzato è stato tratto da uno studio di coorte di bambini nati tra il settembre 2000 e il agosto 2001 in Inghilterra e Galles, o tra il novembre 2000 e gennaio 2002 in Scozia e Irlanda del Nord che sono stati seguiti da circa 9 mesi a circa 3, 5, 7, 11 e 14 anni di età.

La memoria di lavoro rappresenta un deposito a capacità limitata per il mantenimento delle informazioni in un periodo breve e per lo svolgimento di operazioni mentali, un sistema per l’immagazzinamento temporaneo e di prima gestione/manipolazione dell’informazione, costituente un collegamento funzionale tra percezione sensoriale ed azione controllata.

“Il nostro studio” – concludono gli autori – “suggerisce che, nelle aree urbane in Inghilterra, lo spazio verde dei quartiere e la memoria di lavoro spaziale, risultano interconnessi. Una minore quantità di spazio verde è risultata correlata ad una scarsa memoria di lavoro spaziale mentre bambini che vivono in quartieri urbani più verdi hanno una memoria di lavoro spaziale migliore. Se questa associazione risultasse di tipo causale, i nostri risultati dovrebbero essere utilizzati per informare le decisioni politiche in merito all’istruzione e alla pianificazione urbana”.