Una maggiore assunzione di cereali integrali è associata a un minor rischio di diabete di tipo 2. Nuovo studio danese.

Il diabete di tipo 2 è una dei principali motivi di preoccupazione per i sistemi sanitari di tutto il mondo. E’ noto che i cereali integrali e le fibre  possono offrire effetti protettivi sul rischio di diabete di tipo 2.

Questo nuovo studio, pubblicato su “The Journal of Nutrition” da un gruppo di ricercatori del “Danish Cancer Society Research Center di Copenhagen in Danimarca, ha analizzatole associazioni tra l’assunzione di cereali integrali, compresi l’assunzione di diversi tipi e prodotti di cereali, e il rischio di diabete di tipo 2 in una popolazione con un’ampio e vario apporto di cereali integrali.

In particolare sono stati inclusi nello tudio 55.465 partecipanti di età compresa tra 50 e 65 anni al momento dell’arruolamento nello studio. Di questi, 7417 partecipanti hanno sviluppato il diabete di tipo 2 durante il follow-up. Informazioni dettagliate sulla tipologia di prodotti a base di cereali integrali erano erano stati raccolti attraverso un dettagliato questionario sulla frequenza degli alimenti includente l’apporto totale di grammi di cereali integrali assunti al giorno.

“In generale” – scrivono gli autori nell ostudio – “vi è una forte evidenza che un’elevata assunzione di cereali integrali e fibre di cereali sia associata a un minor rischio di diabete di tipo 2, ma meno note sono conoscenza delle possibili associazioni per diversi tipi di cereali integrali (ad esempio, grano, segale, avena) e prodotti a base di cereali integrali. L’obiettivo dello studio è stato quindi studiare l’associazione tra l’assunzione di cereali integrali (grammi al giorno), l’assunzione dei diversi tipi di cereali integrali (grano, segale, avena) e l’assunzione di diversi prodotti integrali, in relazione al rischio di diabete di tipo 2 in una popolazione danese con una grande variazione nella tipologia e quantità di assunzione di cereali integrali”.

I risultati dello studio hanno mostrato come i soggetti con l’assunzione di cereali integrali maggiore avevano meno probabilità di incorrere in una diagnosi di diabete di tipo 2 durante il follow-up, avevano un BMI più basso, avevano più probabilità di avere un’istruzione più elevata e meno probabilità di essere fumatori. Inoltre quelli con un apporto di cereali integrali più alto avevano un consumo di alcol inferiore, un maggior apporto di fibre e magnesio e un indice glicemico inferiore ad indicare verosimilmente che in generale i soggetti con una maggiore assunzione di cereali integrali avevano anche stili di vita più salutari.

I risultati ottenuti erano sovrapponibili a prescindere dal tipo di cereale interessato (frumento, segale, avena) e dai differenti prodotti alimentari che li contenevano (pane integrale di frumento, pane di segale, muesli di avena).

“Sebbene l’effetto dimostrato della fibra sullo svuotamento gastrico e il ridotto glucosio postprandiale siano principalmente attribuiti alla fibra solubile” – concludono gli autori – “abbiamo trovato un’associazione inversa con il rischio di diabete di tipo 2 sia per fibra solubile (avena) che per fibra insolubile (grano e segale). Questo suggerisce che numerosi meccanismi potrebbero spiegare i risultati ottenuti. Il microbiota intestinale in particolare, è stato proposto come un mediatore degli effetti sulla salute di alimenti ricchi di fibre come i cereali integrali, ma recenti studi sembrano indicare che il microbiota intestinale possa essere un importante fattore di risposta alla dose di cereali integrali piuttosto che di essere solo facilmente alterato o modificato.

Abbiamo trovato consistenti associazioni inverse tra l’assunzione di cereali integrali e il rischio di diabete di tipo 2. I nostri risultati sono in linea con l’accumulo di prove che i cereali integrali possono essere uno dei gruppi alimentari più importanti per la prevenzione del diabete di tipo 2″.

Articolo originale: Higher Whole-Grain Intake Is Associated with Lower Risk of Type 2 Diabetes among Middle-Aged Men and Women: The Danish Diet, Cancer, and Health Cohort. The Journal of Nutrition, Volume 148, Issue 9, 1 September 2018, Pages 1434–1444.