Il fumo di tabacco aumenta il rischio di fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è il tipo più comune di aritmia che interessa parecchi milioni di persone in tutto il mondo e le stime attuali la indicano in aumento di 2,5 volte nel i prossimi 50 anni, in parte anche a causa dell’invecchiamento della popolazione, ma anche a seguito di altre patologie e abitudini di vita.

Molti studi negli anni recenti hanno trovato associazioni positive tra una diagnosi di fibrillazione atriale e il rischio di
cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca, morte cardiaca improvvisa, ictus, malattia arteriosa periferica, malattia renale cronica e mortalità per tutte le cause. È stato anche dimostrato da alcuni studi che i pazienti con fibrillazione atriale hanno, oltre che costi medici e sociali più elevati e minore qualità della vita rispetto alle persone senza fibrillazione atriale anche un più alto rischio di infarto e di malattia cardiovascolare rispetto a pazienti senza fibrillazione atriale.

Diversi studi hanno anche studiato l’associazione tra il fattore di rischio fumo e la fibrillazione atriale e in molti di questi hanno trovato un’associazione positiva tra fumo di sigarette e incidenza di fibrillazione atriale anche se i risultati ottenuti non hanno trovato una associazione cosi chiara e dose dipendente.

Questo nuovo studio, pubblicato a maggio 2018 su “The European Journal of Preventive Cardiology” da un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra in collaborazione con altre università europee, ha voluto indagare proprio questa associazione, tra fumo e rischio di fibrillazione atriale e se vi fosse una relazione diretta tra numero di sigarette fumate (o pacchetti all’anno) e rischio di fibrillazione atriale.

In particolare ha chiarito il rapporto tra fumo di tabacco e fibrillazione atriale dimostrando una associazione inequivocabile tra loro ed una stretta relazione tra numero di sigarette fumate e rischio di sviluppare l’aritmia.

“E’ risultato, infatti” – riferiscono gli autori – “che, rispetto ai soggetti che non hanno mai fumato, i fumatori attuali hanno un rischio di fibrillazione atriale aumentato del 32% (quindi circa 1/3 in più) mentre l’eccesso di rischio è solo del 9% nei soggetti che hanno smesso di fumare. L’incremento del rischio era inoltre direttamente legato al numero di sigarette fumate al giorno andando dal 9% per coloro che fumavano circa 5 sigarette al giorno al 45% per chi ne fuma 30 o più”.

“Questo studio suggerisce che sia i fumatori attuali che gli ex-fumatori, hanno un rischio aumentato dal 32% al 9% di sviluppare fibrillazione atriale rispetto ai non fumatori, e che esiste una stretta associazione dose-dipendente tra numero di sigarette fumate e aumento del rischio”.

Articolo originale: Tobacco smoking and the risk of atrial fibrillation: A systematic review and meta-analysis of prospective studies. Eur J Prev Cardiol.

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