Malattia infiammatoria cronica intestinale e aumentato rischio di infarto miocardico

Alcuni studi recenti evidenziano come i pazienti con malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI), abbiano un rischio cardiovascolare aumentato e presentino un rischio più elevato di incorrere in un infarto acuto del miocardio.

È quanto emergerebbe anche da un ampio studio condotto da un gruppo di ricercatori del “Case Western Reserve University/University Hospitals” di Cleveland in Ohio, effettuato su un grande database di pazienti che contiene i dati clinici di oltre 17 milioni di soggetti di 26 diversi sistemi sanitari nazionali. Tra questi sono stati identificati i pazienti (età compresa tra 18 e 65 anni) con diagnosi di IBD (colite ulcerosa o morbo di Crohn); è stato poi esaminato il rischio di infarto miocardico in pazienti con o senza IBD.

Su 17.538.190 pazienti, 211.870 (il 1.2%) presentavano malattia infiammatoria intestinale (IBD). Rispetto ai controlli, i pazienti con IBD avevano probabilità più alta di avere diabete (8,9% vs 15,9%, P <0,001), ipertensione (21,9% vs 33,6%, P <0,001), dislipidemia (18,3% vs 27,8%, P <0,001), ed erano maggiormente fumatori (12,0% vs 20,7%, P <0,001). Il rischio di infarto miocardico è stato del 3,9% nei pazienti con IBD e solo dell’1,65% nei soggetti di controllo senza malattia infiammatoria cronica intestinale (RR: 2,4, P <0,001). Il rischio era inoltre più alto tra i pazienti più giovani (età 20-25; RR 20,5, P <0,001) e minore nei soggetti di età maggiore (età 60-64; RR 1,81, P<0,001), tra i quali era comunque aumentato.

“In questa ampio studio di coorte” – scrivono gli autori –“la malattia infiammatoria intestinale è risultata associata ad un aumento significativo del rischio di infarto miocardico rispetto alla popolazione generale. Il rischio relativo di infarto miocardico era più alto nei pazienti più giovani e diminuiva con l’età”.

“Questi risultati” – concludono gli autori “sottolineano la necessità di una riduzione importante dei fattori di rischio nell’IBD”.

Articolo originale: Risk of myocardial infarction in patients with inflammatory bowel disease. Journal of the American College of Cardiology. Volume 71, Issue 11, Supplement, 10–12 March 2018, Page A183.

Anche un altro studio di febbraio 2017 pubblicato sulla rivista “Experimental and Therapeutic Medicine” dal Xuzhou Central Hospital di Jiangsu in China conferma l’associazione tre IBD e IMA.

In questo studio, viene riportato che “la malattia cardiovascolare (CVD) può insorgere a causa dell’infiammazione cronica e la malattia infiammatoria intestinale (IBD) è una di queste malattie in cui il rischio di CVD e l’eventuale insufficienza cardiaca sono aumentati considerevolmente; l’incidenza di IBD, che si riferisce sia alla colite ulcerosa che al morbo di Crohn, è in aumento in diversi paesi ed è un potenziale fattore di rischio per CVD”.

Diversi studi con ampi gruppi di pazienti – sottolineano gli autori – hanno dimostrato l’associazione di malattia infiammatoria intestinale con malattie cardiache.

“È stato suggerito” – scrivono i ricercatori – “che l’infiammazione cronica sistemica osservata nei pazienti con IBD porta a stress ossidativo e livelli elevati di citochine infiammatorie, che a loro volta portano a cambiamenti fenotipici nelle cellule muscolari lisce e mettono in moto una serie di eventi che culminano nell’aterosclerosi e nella malattia cardiovascolare. È stato anche suggerito che a causa della barriera della mucosa intestinale compromessa, endotossine e lipopolisaccaridi batterici prodotti a livello intestinale anche da un microbiota alterato possono entrare in circolo e attivare risposte infiammatorie che portano poi all’aterosclerosi”.

“L’IBD cronica rappresenta un rischio per CVD ed eventuale insufficienza cardiaca.” – concludono gli autori di questo secondo studio. – “L’incidenza di IBD (che comprende sia la colite ulcerosa che il morbo di Crohn) è in aumento in tutto il mondo e rappresenta quindi un potenziale fattore di rischio per la malattia cardiovascolare. Il significato della malattia infiammatoria intestinale nel causare irrigidimento arterioso, aterosclerosi e cardiopatia ischemica e infarto del miocardio è oramai riconosciuto ma va ulteriormente indagato come la terapia dell’IBD possa ridurre il rischio di incidenza di malattie cardiovascolari”.

Articolo originale: Risk of cardiovascular disease in inflammatory bowel disease. Exp Ther Med. 2017 Feb; 13(2): 395–400.