Vitamina D, la giusta quantità protettiva contro il cancro

Un nuovo studio prospettico giapponese realizzato da un gruppo di ricercatori del National Cancer Center di Tokyo e pubblicato a marzo 2018 su “The British Medica Journal”, ha voluto indagare l’esistenza di un eventuale relazione tra i livelli plasmatici di Vitamina D e il rischio totale e sito-specifico di tumori.

Sebbene gli effetti benefici della vitamina D nella prevenzione dei disturbi scheletrici siano da lungo tempo riconosciuti, alcune prove suggeriscono che i benefici di corretti livelli di vitamina D possano estendersi oltre la salute delle ossa includendo diverse malattie croniche, incluso il cancro. Studi in vitro hanno dimostrato che la vitamina D esercita un’azione anti-proliferativa ed effetti differenzianti sulle cellule maligne attraverso la regolazione di molteplici vie di segnalazione  intracellulare coinvolte nell’arresto del ciclo cellulare, nell’apoptosi, nella regolazione dell’angiogenesi e nell’infiammazione.

La vitamina D può essere ottenuta con l’assunzione attraverso gli alimenti, o prodotta dall’organismo a livello cutaneo per esposizione alla radiazione solare, con conseguente trasformazione nella forma attiva, il calcitriolo. Come noto favorisce la deposizione del calcio nelle ossa.

Alcuni studi hanno dimostrato che l’attivazione dell’asse endocrino della vitamina D da parte della vitamina D o dei suoi analoghi inibisce lo sviluppo e la progressione dei tumori del colon, della mammella, della prostata e di altri tessuti, sostenendo un ruolo chemiopreventivo della vitamina D stessa nella carcinogenesi.

Come scrivono gli autori di questo recente studio – “L’effetto anti-cancerogeno della vitamina D non è probabilmente limitato a un singolo organo o tessuto nel corpo; la correlazione inversa osservata tra l’esposizione alla luce solare e la mortalità da carcinoma del colon infatti, sulla base della quale è stata proposta l’ipotesi implicante la vitamina D nel cancro, è stata osservata con almeno altri 15 tipi differenti di tumore”.

Lo studio è stato iniziato a partire dal 1990 con l’arruolamento di 61.595 soggetti di età compresa tra i 40-59 anni provenienti da cinque aree differenti e ampliato nel 1993 con ulteriori 78.825 persone di età compresa tra 40-69 anni da altre sei aree, con un totale finale di arruolamento nello studio di 140.420 partecipanti. Al basale è stata valutata la concentrazione plasmatica di 25-idrossivitamina D da campioni ematici dei partecipanti allo studio.

“In questo studio prospettico” – concludono i ricercatori “abbiamo misurato la concentrazione di vitamina D plasmatica nel più grande numero di casi di cancro fino ad oggi (n=3301) e abbiamo osservato che una maggiore concentrazione circolante di vitamina D era associata ad un minor rischio di cancro totale; i nostri risultati supportano l’ipotesi che la vitamina D possa conferire protezione contro il rischio di cancro, tuttavia, il rischio più basso associato a una più alta concentrazione di vitamina D circolante sembrava mostrare un effetto massimale, il che potrebbe suggerire che anche se mantenere una concentrazione ottimale di 25-idrossivitamina D è importante per la prevenzione del cancro, avere una concentrazione maggiore oltre questo livello ottimale potrebbe non fornire ulteriori beneficio.

D’altronde altri studi recenti avevano mostrato come, anche per le ossa, pur essendo la Vitamina D essenziale per mantenere una buona salute ossea, livelli maggiori del necessario non solo sembrerebbero inutili ma in alcuni casi anche dannose (Vitamin D and falls — the dosage conundrum. Nature Reviews Endocrinology 12, 680–684 – anno 2016).

Da questi studi si potrebbe concludere che la Vitamina D sia importante non solo per la salute delle ossa ma abbia anche un ruolo preventivo per molti tipi di tumori, tuttavia, come spesso accade non sempre tanto di più del necessario è meglio confermando quindi l’efficacia della vitamina D anche nella prevenzione di molti tumori pur evidenziando come dosi eccessive non apportino alcun beneficio ulteriore.

Articolo originale: Plasma 25-hydroxyvitamin D concentration and subsequent risk of total and site specific cancers in Japanese population: large case-cohort study within Japan Public Health Center-based Prospective Study cohort. BMJ 2018;360:k671.