Microbiota intestinale, fibra alimentare e SCFA; effetti sul diabete di tipo 2

É noto che gli acidi grassi a catena corta (SCFA) prodotti da vari microbi intestinali umani possono agire come fattori trofici, attraverso la fermentazione batterica di carboidrati “non disponibili” quali la fibra alimentare, per l’epitelio del colon e sono anche in grado di modulare le vie di segnalazione dell’ospite che modulano tra gli altri appetito e infiammazione.

Alcuni studi hanno anche ipotizzato come carenze di questi acidi grassi a corta catena possano essere predisponenti o in qualche modo essere associati all’insorgenza o evoluzione del diabete di tipo 2.

Questo nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Science, da un gruppo di ricercatori di Shanghai in collaborazione con il dipartimento di Biochimica e Microbiologia e del New Jersey Institute for Food della Rutgers University negli USA, ha scoperto come l’adozione di una dieta ad alto contenuto di fibre favorisca la crescita di organismi produttori di SCFA negli esseri umani diabetici; la dieta ricca di fibre induceva quindi cambiamenti nell’intera comunità del microboiota intestinale ed era correlata con elevati livelli di peptide-1, simile al glucagone, con una diminuzione dei livelli di emoglobina acetilata e una migliore regolazione dei livelli di glucosio ematico.

“Il microbiota intestinale” – scrivono gli autori nello studio – “può portare benefici agli esseri umani attraverso la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) ottenuti dalla fermentazione di carboidrati e fibra, e il deficit nella produzione di questi acidi grassi a corta catena può essere associato al diabete mellito di tipo 2. Abbiamo condotto uno studio clinico randomizzato su diverse diete iso-energetiche specificamente progettate, per dimostrare che gruppi selezionati di ceppi produttori di acidi grassi a catena corta venivano promossi dalle fibre alimentari e che la maggior parte dei potenziali produttori di questi SCFA erano ridotti o invariati nei pazienti con diabete di tipo 2. Quando i produttori di questo tipo di acidi grassi promossi dalla fibra erano presenti in maggiore diversità e quantità, i partecipanti hanno avuto un miglioramento maggiore dei livelli di emoglobina acetilata (A1c), in parte anche attraverso l’aumento della produzione di peptide-1 glucagone-simile. La promozione di queste sostanze benefiche, ha anche ridotto la produzione di composti metabolicamente dannosi come l’indolo e l’idrogeno solforato”.

“Il ripristino mirato di questi produttori di acidi grassi a catena corta” – concludono i ricercatori – “può presentare un nuovo approccio per la gestione del diabete di tipo 2“.

Articolo originale: Gut bacteria selectively promoted by dietary fibers alleviate type 2 diabetes. Science 09 Mar 2018. Vol. 359, Issue 6380, pp. 1151-1156.

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