Italia terza per consumi di energia da fonti rinnovabili in UE

L’Italia è il terzo Paese in Europa per consumi energetici alimentati da fonti rinnovabili che rappresenta circa l’11% di tutta l’energia da fonte rinnovabile consumata nell’Unione Europea. È quanto emerge da due nuovi studi del Gestore dei Servizi Energetici: “Fonti rinnovabili in Italia e in Europa verso gli obiettivi al 2020” e “Città sostenibili: buone pratiche nel mondo”.

“L’Italia risulta terza per consumi di energia da fonti rinnovabili” – scrivono nel documento – “con 21,1 Mtep (Mtep= milioni di tonellate equivalenti di petrolio)  su 195 Mtep complessivamente consumati nell’Europa a 28 paesi. In termini percentuali, l’Italia rappresenta circa l’11% dei consumi da fonti rinnovabili dell’Europa. Le diverse elaborazioni GSE, basate sulle statistiche ufficiali nazionali ed europee aggiornate al 2016, evidenziano con dati inediti il positivo percorso sinora seguito dall’Italia verso gli obiettivi al 2020, attualmente superati, nonché l’ottimo posizionamento del  Paese rispetto a molti partner europei in termini di impieghi di FER (fonti da energia rinnovabile) sia per generazione elettrica, sia per produzione di calore, sia infine nel settore dei trasporti”.

Il Rapporto fornisce un quadro statistico ufficiale sulla diffusione e sugli impieghi delle fonti rinnovabili di energia (FER) in Italia nei settori Elettrico, Termico e dei Trasporti, aggiornato al 2016, con un raffronto rispetto al resto dell’UE e agli obiettivi prefissati per il 2020.

“Nel 2016” – continua il documento – “le fonti rinnovabili di energia hanno confermato il proprio ruolo di primo piano nel panorama energetico italiano, trovando impiego diffuso sia per la produzione di energia elettrica (settore Elettrico) sia per la produzione di calore (settore Termico) sia come biocarburanti (settore Trasporti).
In ottica futura, questo ruolo dovrà essere ulteriormente rafforzato: la nuova Strategia Energetica Nazionale adottata nel novembre 2017, infatti, individua nelle FER un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile del Paese, fissando obiettivi di crescita al 2030 più ambiziosi di quelli al momento proposti a livello comunitario”.

“La quota coperta da fonti di energia rinnovabili” – prosegue il documento – “nel 2016 in italia è pari a 17,41%: un valore che, pur in lieve flessione rispetto all’anno precedente (17,53%), resta superiore al target assegnato al nostro paese dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020 (17,0%). Tale lieve flessione d’altronde è imputabile principalmente alle sensibile riduzione dei consumi di biomassa solida per riscaldamento (per motivi di clima mediamente più mite), alla minor produzione elettrica da fonte solare (per peggiori condizioni di irraggiamento) e alla minor quantità di biocarburanti immessi in consumo.
D’altra parte, l’obiettivo specifico sull’impiego di FER nel settore dei trasporti cresce in misura significativa (dal 6,4% del 2015 al 7,2% del 2016), principalmente per effetto dell’incremento, in termini energetici, della quota minima obbligatoria di miscelazione dei biocarburanti (e di altre dinamiche insite nel meccanismo) e delle modalità di conteggio dell’energia elettrica rinnovabile”.

Da notare come anche il secondo studio “Città sostenibili: buone pratiche nel mondo” che descrive invece esperienze virtuose e buone pratiche di sostenibilità sviluppate in alcune città a livello mondiale, consideri tra gli esempi virtuosi a livello mondiale anche la città di Milano, vincitrice nel 2015 dell’Eurocities Award, grazie a progetti come l’Area C, una nuova linea della metropolitana, il bike-sharing e il Pass Mobility, che hanno consentito di ridurre l’uso dell’auto privata del 30%.

“Decisivi per la vittoria milanese” – riporta testualmente il documento – “gli importanti risultati conseguiti mediante una virtuosa strategia della mobilità sostenibile, che annovera vetture in condivisione, automobili elettriche, rete di trasporto pubblico efficiente e piste ciclabili. Il progetto “Meno automobili, più spazi comuni, una migliore qualità della vita per tutti” è stato valutato positivamente in quanto è riuscito a ridurre del 30% il traffico urbano (questo dato si traduce in 40.000 vetture in meno ogni giorno in città), a liberare 150.000 m2 di suolo urbano dalle auto e ad inserire nell’ecosistema urbano 6.700 mezzi in condivisione”.

Link documenti originali:

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