L’alimentazione in grado di curare sia cuore che psiche; nuovi studi a confronto.

Un nuovo studio italiano appena pubblicato sulla rivista Circulation da un gruppo di studio del Dipartmento Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Firenze, e uno studio statunitense hanno messo a confronto la dieta vegetariana e la dieta mediterranea per valutare quale fosse la dieta migliore sia per contenere il peso corporeo, sia per migliorare il profilo di rischio cardiovascolare; in altre parole quale fosse la migliore per perdere peso e anche per la salute del cuore.

Il primo studio, italiano, lo studio CARDIVEG (Cardiovascular Prevention with Vegetarian Diet), ha suddiviso in maniera randomizzata 118 pazienti “onnivori”, in sovrappeso e con un profilo di rischio cardiovascolare di grado basso-moderato assegnandoli in parte ad una dieta latto-ovo-vegetariana ed in parte a quella mediterranea per 3 mesi. Dopo questo periodo di tempo è stata osservata nessuna differenza tra le 2 diete per quanto riguarda l’entità della riduzione del peso, che è risultato sovrapponibile essendo in media di -1,88 kg per la dieta vegetariana e di -1,77 kg per la dieta mediterranea con risultati simili per quanto riguarda l’indice di massa corporea e la massa grassa.

Differenze statisticamente significative tra i due regimi alimentari sono state invece riscontrate per i livelli di colesterolo LDL e trigliceridi mentre nessuna differenza significativa è stata riscontrata tra dieta vegetariana e dieta mediterranea per quanto riguarda i markers di stress ossidativo e le citochine infiammatorie ad eccezione dell’interleuchina-17, che è risultata migliorata solo nel gruppo che aveva seguito la dieta mediterranea.

Gli autori hanno pertanto concluso come entrambe le diete siano risultate efficaci nel ridurre peso, l’indice di massa corporea e la massa grassa, senza differenze significative fra loro. La dieta vegetariana tuttavia è risultata più efficace nel ridurre le LDL, mentre la dieta mediterranea ha avuto un miglioramento più marcato per quanto riguarda i livelli di trigliceridi.

Un’altro studio dell’American Academy of Neurology, a primo nome Laurel J. Cherian, Neurologo e Neurologo Vascolare, Direttore del Dipartimento di Neurologia Vascolare del Rush Medical Center di Chicago, ha invece evidenziato come le persone che consumano frutta, vegetali e cereali integrali, vanno incontro a minor rischio di depressione. In questo studio, che sarà presentato al congresso annuale dell’Accademia Americana di Neurologia, la dieta ad essere valutata è stata la DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), utilizzata per ridurre e controllare l’ipertensione in Usa, che oltre a frutta e vegetali raccomanda di consumare latticini a basso contenuto di grassi e di limitare invece cibi ricchi di grassi saturi e zuccheri.

In questo studio i ricercatori hanno scoperto come coloro che evitava la carne rossa, i grassi saturi e lo zucchero, preferendo verdure, frutta e cereali integrali, aveva una probabilità più bassa dell’11% di soffrire di depressione.
La depressione è comune negli anziani e più frequente nelle persone con problemi di memoria, fattori di rischio vascolare quali ipertensione o colesterolo alto, o persone che hanno avuto un ictus“ – sottolineano gli autori – “e cambiare il proprio stile di vita e la dieta è spesso preferibile rispetto all’assunzione di farmaci“.

Durante lo studio, i partecipanti sono stati monitorati analizzando tutti i sintomi della depressione, da quelli minori – come avvertire fastidio per cose che solitamente non li ‘toccavano’ – fino ai disturbi maggiori e sono stati sottoposti a questionari sulla frequenza nei consumi di alcuni alimenti monitorando quanto la dieta rispettava il regime ‘Dash’ (Dietary approaches to stop hypertension) che raccomanda cibi a basso contenuto di grassi, o se era basata su una dieta occidentale ricca di grassi e zuccheri.
I soggetti che seguivano un regime “Dash” hanno evidenziato meno rischi di depressione rispetto a chi non aveva seguito questo tipo di alimentazione. Al contrario, chi aveva seguito una dieta ricca di grassi saturi e carni rosse, con poca frutta e verdura, aveva più probabilità di esserne colpiti da depressione o sintomi correlati.

Links:

Low-Calorie Vegetarian Versus Mediterranean Diets for Reducing Body Weight and Improving Cardiovascular Risk Profile: CARDIVEG Study (Cardiovascular Prevention With Vegetarian Diet). Circulation. 2018; February 26, 2018.

MIND Diet May Slow Cognitive Decline in Stroke Survivors. Rush University Medical Center, Chicago.

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