Deficit di Potassio nella dieta, più dannoso dell’eccesso di Sodio

L’importanza dell’apporto di potassio con la dieta viene preso sempre più in considerazione dagli studiosi; una nuova conferma arriva dai risultati di uno studio giapponese, pubblicato a gennaio 2018 su “The Journal of The American Heart Association”.

Lo studio in questione ha preso in considerazione 535 uomini e 756 donne di età compresa tra 21 e 85 anni a partire dal 1980. Per monitorare l’assunzione di potassio e di altri sali con la dieta è stata rilevata l’escrezione di questi elementi nelle urine nelle 24 successive. Dopo un follow up trentennale si è stabilita una correlazione con la mortalità per tutte le cause e l’assunzione di potassio e sodio. I soggetti sono stati seguiti per una media di 27,5 anni entro il 31 dicembre 2015.

In particolare, attraverso un’analisi di regressione dei rischi proporzionali mediante Cox è stata valutata l’associazione tra l’escrezione urinaria di sodio o di potassio nelle urine 24 ore su 24 e la mortalità per tutte le cause.

Durante il follow-up trentennale, vi sono stati 631 decessi ed il tasso di sopravvivenza cumulativa era significativamente diminuito nel quartile più basso rispetto agli altri gruppi superiori di assunzione di Potassio. Nel modello di rischio proporzionale di Cox dopo aggiustamento per età e sesso, l’escrezione di potassio urinario nelle 24 ore, ma non l’escrezione di sodio, era inversamente associata alla mortalità per tutte le cause.

Gli studiosi hanno diviso i livelli di escrezione di potassio urinario nelle 24 ore in quartili (o gruppi di livelli di escrezione); dopo aggiustamento per fattori confondenti, l’hazard ratio della mortalità per tutte le cause nel più alto quartile dell’escrezione di potassio urinario nelle 24 ore rispetto al più basso è stata di 0,62 (intervallo di confidenza al 95%, 0,48-0,79; P <0,001), ovvero minore che negli altri gruppi. In pratica, più potassio escreto urinario significava più potassio assunto con i cibi e a questo corrispondeva un minore rischio di morte.

“Abbiamo trovato che il tasso di sopravvivenza cumulativa” – scrivono gli autori nello studio – “era significativamente diminuito nel quartile più basso (quartile 1) rispetto agli altri gruppi superiori (quartile 2-quartile 4). Dopo l’aggiustamento per età e sesso, l’analisi di regressione proporzionale dei rischi di Cox ha rivelato che l’escrezione urinaria di potassio nelle 24 ore era inversamente associata alla mortalità per tutte le cause”.

Con la stessa modalità è stata rilevata l’assunzione media di sodio con la dieta, che è risultata di 5,80 ± 2,28 g/die, corrispondente a 13,6 ± 5,3 g di sale al giorno, quindi una quantità superiore a quella raccomandata dall’Oms. Tuttavia, l’alto consumo di sodio non è risultato in questo studio associato a nessun aumento della mortalità per tutte le cause.

Questo sembrerebbe confermare quanto sta sempre più emergendo, ovvero l’importanza di una corretta assunzione di Potassio con gli alimenti, ancorchè degli eccessivi livelli di sodio, per una maggior salute; il potassio si sta rivelando sempre più un nutriente chiave per il benessere.

Articolo originale: Twenty‐four‐Hour Urinary Potassium Excretion, But Not Sodium Excretion, Is Associated With All‐Cause Mortality in a General Population. J Am Heart Assoc. 2018 Jan; 7(1): e007369.

Altri articoli: Deficit nutrizionale di Magnesio, tipo di carboidrati e rischio Diabete: nuovi riscontri.

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