Esposizione a campi magnetici non ionizzanti e rischio di Aborto Spontaneo: un nuovo studio di coorte americano evidenzia i rischi

Un nuovo studio pubblicato a dicembre su Nature Scientific Reports evidenzia l’aumento dei rischi di aborti spontanei nelle donne esposte a campi magnetici a Radio Frequenza.

Le radiazioni non ionizzanti di campo magnetico (MF) è oramai un’esposizione ambientale onnipresente e una possibile sfida per la salute. Questi campi magnetici vengono emessi sia dalle fonti tradizionali che generano MF a bassa frequenza (ad esempio, linee di alimentazione, elettrodomestici, trasformatori, ecc.) sia da fonti emergenti, sempre più presenti nella nostra vita di tutti i giorni, che generano MF di frequenza più elevata (ad esempio, reti wireless, torri cellulari, ripetitori, dispositivi wireless, telefoni cellulari, ecc.).

Tutti siamo attualmente ampiamente esposti a MF con intensità sempre maggiore, a causa della proliferazione di apparati generatori di MF sia nell’ambiente pubblico che sul lavoro ma anche nella vita domestica di tutti i giorni.

Il forte aumento dell’esposizione alla MF ha rinnovato le preoccupazioni riguardo ai potenziali effetti dannosi sulla salute di questa esposizione ambientale artificiale invisibile. Un recente progetto pluriennale del NIEHS (il “National Institute of Environmental Health Sciences” del governo statunitense), cosi come anche il “National Toxicology Program (NTP)” hanno mostrato un aumentato rischio di alcuni tipi di cancro associato all’esposizione a queste radiazioni non ionizzanti.

Più in particolare, lo studio NTP ha rilevato che il rischio di cancro dovuto all’esposizione a MF osservato nel loro modello sperimentale animale, corrispondeva ai tipi di cellule cancerose che erano stati riportati in precedenti studi epidemiologici su popolazioni umane. Ciò ha reso più difficile continuare a confutare i possibili effetti biologici dell’esposizione alla MF.

Ora questo nuovo studio di coorte prospettico che è stato approvato dal Kaiser Permanente della Northern California (KPNC), un sistema integrato di assistenza sanitaria i cui membri costituiscono il 28-30% della popolazione del  rispettivo bacino di utenza e che si è sempre dimostrato rappresentativo della popolazione dello stato, è stato condotto tra 913 donne in gravidanza della zona della Baia di San Francisco. Lo studio prospettico ha voluto esaminare l’associazione tra esposizione intensa a campi magnetici (MF) e rischio di aborto spontaneo.

Il gruppo di esposizione alla MF bassa era costituito da donne il cui 99° percentile dei livelli di esposizione alla MF era nel quartile inferiore (<2,5mG), mentre quelli nei tre quartili più alti sono stati classificati nel gruppo di esposizione MF alto.

“In questo studio,” – scrivono gli autori – “abbiamo riscontrato un aumento quasi triplo del rischio di aborto spontaneo in caso di gravidanza  (hazard ratio = 2.72) nei soggetti esposti a livelli più elevati di MF rispetto alle donne con esposizione MF più bassa”. Aggiungono i ricercatori –“L’associazione era indipendente da fonti specifiche o posizioni di esposizione al campo magnetico, eliminando così il timore che altri fattori connessi alle fonti dell’esposizione possano spiegare le associazioni osservate”.

Sebbene i ricercatori non abbiamo osservato una relazione dose-risposta diretta per l’esposizione MF superiore a 2,5 mG (milli gauss), ciò potrebbe essere dovuto ad un effetto soglia dell’esposizione MF in cui i livelli MF in corrispondenza o oltre 2,5 mG potrebbero portare in alcuni casi alla morte del feto.

Inoltre l’associazione era molto più forte se l’esposizione al campo magnetico veniva misurato in una giornata abituale di gravidanza delle partecipanti e non ad una esposizione giornaliera occasionale, andando a rafforzare l’evidenza che l’esposizione intensa e continuativa o comunque frequente, in gravidanza, a queste radiazioni non-ionizzanti, possa produrre importanti effetti causali con un rischio quasi triplicato di aborto spontaneo.

“Data la natura onnipresente dell’esposizione a questo tipo di radiazione non ionizzante” – concludono i ricercatori- “anche un piccolo aumento del rischio dovuto a questi campi magnetici potrebbe comunque portare a conseguenze inaccettabili per la salute delle donne in gravidanza”.

Articolo originale: Exposure to Magnetic Field Non-Ionizing Radiation and the Risk of Miscarriage: A Prospective Cohort Study. Sci Rep. 2017; 7: 17541.

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