Noci alleate del cuore

Molti studi scientifici negli Stati Uniti e a livello mondiale, indicano le malattie cardiovascolari come la principale causa di morbilità e mortalità nel mondo industrializzato.

Data la pressante necessità di ridurre la morbilità e la mortalità per le malattie cardiovascolari ci si è sempre più concentrati su modelli dietetici atti a ridurre i numerosi fattori di rischio che vi contribuiscono; negli ultimi decenni, sono stati condotti molti studi per valutare gli effetti del consumo di noci sui fattori di rischio cardiovascolare.

Il consumo di noci, ha dimostrato la capacità di ridurre il colesterolo LDL (del 9-16%) e la pressione arteriosa, due tra i principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Inoltre, le noci migliorano la funzione endoteliale, diminuendo sia lo stress ossidativo che alcuni marker di infiammazione, e aumentando al contempo l’efflusso di colesterolo.

Già nel 2010 il comitato per le linee guida dietetiche americane nella sua revisione sistemica riferiva come “Vi sono prove di come il consumo di arachidi e noci non salate, in particolare noci, mandorle e pistacchi, nel contesto di una dieta nutrizionalmente adeguata e con un apporto calorico totale mantenuto costante, ha un impatto favorevole sui fattori di rischio di malattie cardiovascolari, in particolare sui livelli dei lipidi sierici.

Negli ultimi anni sono stati condotti 4 studi di coorte che hanno dimostrato una diminuzione dose-dipendente consistente del rischio di malattia coronarica con l’aumento di consumo di noci. In particolare i partecipanti a questi studi che hanno consumato noci più di 5 volte/settimana hanno mostrato una riduzione del 40% del rischio di malattia coronarica (RR: 0,63; IC 95%: 0,51;0,83) o una riduzione media del 8,3% del rischio di morte per malattie cardiovascolari per ogni porzione di frutta secca consumata settimanalmente. In particolare, il consumo di noci 1-4 volte/settimana era associato con una riduzione del 30% del rischio di malattia coronarica.

“Questi studi” – scrivono gli autori – “hanno mostrato benefici simili derivati dal consumo di noci su diversi esiti di malattie cardiache, incluso infarto miocardico non fatale, infarto cardiaco fatale e morte cardiaca improvvisa”. Questi effetti benefici sono stati osservati a prescindere da sesso, età, luoghi diversi e differenti occupazioni dei partecipanti agli studi.

“Il consumo di noci in piccole quantità giornaliere, anche considerato l’elevato potere calorico (680Kcal/100 g.)” – concludono i ricercatori – “grazie agli Ω3 contenuti, fornisce effetti benefici per molti fattori di rischio cardiovascolare; nel dettaglio, il consumo acuto e cronico di noci ha dimostrato abbassare il colesterolo totale e LDL, ridurre la pressione sanguigna, migliorare la funzione endoteliale vasale, ridurre sia lo stress ossidativo che i marker di infiammazione e aumentare l’eliminazione del colesterolo”.

Articolo originale: Walnuts decrease risk of cardiovascular disease: a summary of efficacy and biologic mechanisms. J Nutr. 2014 Apr;144(4 Suppl):547S-554S.

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