Curcuma, un fantastico alleato per la salute e potente antitumorale

La Curcuma è un genere di pianta appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, comprendente oltre 90 sottospecie differenti utilizzata da secoli con scopi alimentari e officinali. In particolare la Curcuma longa (detta semplicemente Curcuma o zafferano delle indie) è una pianta erbacea, perenne, originaria dell’Asia sud-orientale e largamente impiegata come spezia soprattutto nella cucina indiana, medio-orientale, thailandese e di altre aree dell’Asia.

La radice è un grosso rizoma cilindrico, ramificato, di colore giallo o arancione, fortemente aromatico, che costituisce la parte di maggior interesse commerciale della pianta.

I principali costituenti officinali della spezia sono i curcuminoidi (3-5%), cioè miscele di derivati del cinnamoilmetano, come la curcumina, la demetossi curcumina e la bis-demetossicurcumina (che è contenuta solo in C. longa). Quantitativamente importante è la frazione volatile di questi composti, che contiene principalmente composti terpenici caratteristici come il zingiberene, il curcumolo e il β-turmerone oltre ad altre in quantità nettamente minore.

Possiede spiccate attività antiossidanti, anti-infiammatorie e depurative ed è da secoli utilizzata sia nella medicina ayurvedica, che nella medicina tradizionale cinese, in particolare è utilizzato come integratore alimentare naturale per la capacità di contrastare i processi infiammatori all’interno dell’organismo. A livello topico la curcuma svolge un’azione cicatrizzante e viene applicato da molte culture sulla cute per curare ferite, scottature, punture d’insetti e malattie della pelle con risultati molto soddisfacenti.

Numerosissimi studi hanno ripetutamente evidenziato i potentissimi effetti antitumorali della curcumina. Condotti su animali ed esseri umani hanno evidenziato che la curcumina può combattere molteplici malattie in cui incluse alcune delle più gravi come il cancro, le patologie cardiovascolari il diabete di tipo 2, il morbo di Alzheimer e le malattie degenerative. Da allora, questo polifenolo ha dimostrato di possedere attività antiossidante, antinfiammatoria, antitumorale, antivirale, antibatterica e antifungina.

Le più recenti scoperte dimostrano come la curcumina presente nella curcuma è in grado di combattere molti tipi di tumore attraverso molte modalità differenti, grazie anche alle sue proprietà sia antiossidanti sia anti-infiammatorie. In particolare questi studi sembra dimostrare come la curcuma sia in grado di inibire l’attivazione dei geni che promuovono la crescita e la divisione delle cellule tumorali, inibire la trasformazione di una normale cellula sana in cellula cancerosa, ridurre la massa del tumore e prevenire le metastasi, inibire la neoangiogenesi ovvero prevenire lo sviluppo di strutture vascolari necessarie alle cellule tumorali per proliferare e diffondersi oltre che potenziare gli effetti di chemioterapia e radioterapia. La curcumina è in grado di modulare diversi fattori di trascrizione, citochine infiammatorie, enzimi, chinasi, fattori di crescita, recettori e varie altre proteine ​​con un’affinità molto elevata e di frenare efficacemente la crescita delle cellule tumorali attraverso la modulazione di numerose vie di segnalazione cellulare oltre a potenziare l’effetto degli agenti chemioterapici e delle terapie radianti contro il cancro.

Studi precedenti hanno dimostrato che la curcumina modula la crescita delle cellule tumorali attraverso la regolazione delle vie di segnalazione di più cellule tra cui la via di proliferazione cellulare (ciclina D1, c-myc), i processi di sopravvivenza cellulare (Bcl-2, Bcl-xL, cFLIP, XIAP, c-IAP1), i pathway di attivazione della caspasi (caspasi-8, 3, 9), i pathway del recettore della morte cellulare programmata (p53, p21) (DR4, DR5), le vie di segnalazione mitocondriale e i pathway della protein chinasi (JNK, Akt e AMPK).

“Nel complesso, la nostra revisione” – scrivono gli autori – “mostra che la curcumina può uccidere un’ampia varietà di tipi di cellule tumorali attraverso diversi meccanismi. A causa dei numerosi meccanismi di morte cellulare impiegati dalla curcumina, è possibile che le cellule non sviluppino resistenza alla morte cellulare indotta dalla curcumina. Inoltre, la sua capacità di uccidere le cellule tumorali e le cellule non normali rende la curcumina un candidato attraente per lo sviluppo di nuovi farmaci.”

Vedi articolo originale: Curcumin and Cancer Cells: How Many Ways Can Curry Kill Tumor Cells Selectively? AAPS J. 2009 Sep; 11(3): 495–510.

Uno studio più recente pubblicato su da un gruppo di ricercatori del “Department of Respiratory and Critical Care Medicine, Beijing Luhe Hospital, di Pechino”, ha valutato il ruolo protettivo della curcumina nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) che costituisce la patologia del 75-80% dei pazienti con carcinoma polmonare primario. Lo studio ha dimostrato che la curcumina ha ridotto la vitalità delle linee di cellule tumorali umane del polmone, A549 e H1299, in modo dose e tempo-dipendente (P <0,05). Il trattamento con la curcumina ha anche soppresso le capacità di formazione delle colonie delle stesse cellule A549 e H1299 in vitro.

Inoltre, il trattamento con curcumina ha aumentato notevolmente il numero e il volume degli autofagosomi nelle cellule A549 e H1299 rispetto alle cellule di controllo. Il trattamento con curcumina alla concentrazione 10 μM per 48 ore ha anche ridotto significativamente i livelli di fosforilazione del bersaglio meccanicistico della rapamicina (mTOR), AKT (proteina chinasi B) in entrambe le linee cellulari (P <0,05). Tutti questi dati indicano come la curcumina migliora l’autofagia e l’apoptosi nelle cellule NSCLC agendo come un inibitore del complesso mTOR e di AKT, entrambi in grado di regolare la crescita, la proliferazione, e la motilità o la sopravvivenza delle cellule.

Uno studio pubblicato a novembre 2017 su “Experimental and Therapeutic Medicine” da un gruppo di ricercatori del Shanghai Geriatric Institute of Chinese Medicine, al Longhua Hospital, di Shanghai in Cina, in collaborazione col Dipartimento di Patologia della Università di Yale nel Connecticut, ha studiato gli effetti della curcumina sul cancro alla prostata. I ricercatori hanno utilizzato vari saggi di laboratorio per esaminare la proliferazione e l’invasione delle linee cellulari HuPCaSC, DU145 e 22Rv1 di carcinoma prostatico dopo trattamento con curcumina o con un controllo. I livelli di espressione di microRNA (miRNA) nella regione genomica impressa DLK1-DIO3, un insieme di  geni coinvolti nella fisiologia cellulare fin dal livello delle cellule staminali e nella patogenesi di diverse patologie, nelle cellule e nei tessuti tumorali ottenute da pazienti con carcinoma prostatico, sono stati esaminati utilizzando tecniche per valutare l’espressione genica quali i microarrays e PCR quantitativa. La  curcumina ha significativamente inibito la proliferazione e l’invasione delle cellule tumorali in vitro.

“La curcumina” – concludono i ricercatori – “può sopprimere la proliferazione e l’invasione delle cellule di carcinoma prostatico modulando specifici miRNA.

Studi analoghi hanno dimostrato l’efficacia dei composti presenti nella curcuma anche contro il tumore al colon, il carcinoma mammario, i tumori del pancreas ed il melanoma.

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