A causa dell’aumento della CO2, la terra è sempre più verde. Ma non è un bene.

E’ stato ormai accertato come la Terra sia più verde e rigogliosa di 30 anni fa ed il fenomeno è figlio della maggiore presenza di anidride carbonica nell’aria. I cambiamenti climatici e ambientali globali stanno rapidamente alterando le dinamiche di crescita della vegetazione terrestre, con implicazioni importanti sul funzionamento dell’ecosistema Terra.

Tuttavia, il modo in cui la vegetazione globale del pianeta sta rispondendo a questi cambiamenti è stato a lungo oggetto di dibattito fra gli scienziati. Alcuni studi anni fa hanno iniziato ad ipotizzare un aumento della velocità di crescita delle specie vegetali, a livello globale, a seguito dell’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera; la CO2 infatti è la primaria fonte di carbonio per le piante, che la trasformano in energia e quindi in nuova materia verde.

Uno studio pubblicato nel 2016 su “Nature Climate Change”, per verificare questo fenomeno, ha utilizzato registrazioni a lungo termine dell’indice fogliare satellite (LAI) e dieci modelli di ecosistema globale per indagare su quattro fattori chiave delle tendenze nel periodo 1982-2009.

Questo studio ha mostrato un aumento persistente e diffuso della LAI (rinverdimento) integrata durante la stagione di crescita dal 25% al ​​50% dell’area vegetata globale, mentre meno del 4% del globo mostra una riduzione del LAI.

“Simulazioni con molteplici modelli di ecosistema globale” – scrivono gli scienziati nel loro lavoro – “suggeriscono che gli effetti di fertilizzazione della CO2 rendono conto per il 70% del trend di inverdimento osservato, seguito da aumento di deposizione di azoto (9%), cambiamento climatico (8%) e variazioni di copertura del suolo (LCC) (4%)”. “Gli effetti di fertilizzazione causati dalla CO2″ – aggiungono -“spiegano la maggior parte delle tendenze ecologiche nei tropici, mentre i cambiamenti climatici hanno portato all’ecologizzazione delle alte latitudini e addirittura dell’altopiano tibetano; le modificazioni della copertura del suolo ha invece contribuito maggiormente all’ecologizzazione regionale osservata nella Cina sudorientale e negli Stati Uniti orientali.

Una fatto questo, che si spiega grazie alla fotosintesi clorofilliana, quel processo per cui le piante verdi assorbono l’energia solare convertendola in energia chimica e trasformano composti inorganici, quali acqua ed anidride carbonica, in sostanze organiche, basi fondamentali per la vita. Sembrerebbe essere  una vera e propria strategia compensatoria della Terra, che tramite le piante, ha attuato per contrastare l’inquinamento globale, ormai a livelli estremi negli ultimi decenni. Un modo insomma per riequilibrare l’eccesso di CO2 presente in atmosfera.

Ma attenzione perchè questa notizia, che potrebbe sembrare positiva, in realtà lo è solo in apparenza, in quanto evidenzia i livelli ai quali è ormai giunto l’inquinamento globale terrestre e i meccanismi di compenso che il nostro pianeta sta attuando per contrastarli; i danni che derivano dall’aumento esponenziale di anidride carbonica sono in realtà molto maggiori dei vantaggi! Inoltre secondo gli studiosi, con il tempo le piante si addatterebbero alle nuove concentrazioni di anidride carbonica, diminuendo il loro tasso di sviluppo, che comunque resterebbe limitato da un’insufficiente quantità di acqua e di sostanze nutritive. Per arginare il fenomeno andranno prese tempestivamente misure rilevanti a livello globale.

Link articolo originale: Greening of the Earth and its drivers. Nature Climate Change 6, 791–795 (2016).