Dieta “Mima digiuno”: per la scienza può essere utile contro diabete, tumori, rischio cardiovascolare e per migliorare la longevità

Nuovi studi sugli effetti protettivi della restrizione calorica della cosiddetta “dieta mima-digiuno“confermano la sua sicurezza e l’efficacia per l’uomo. Nel dettaglio, si tratta di un regime alimentare ipocalorico specificatamente ideato dagli scienziati per simulare il digiuno. La sua adozione, come è stato di recente dimostrato da alcuni studi e dal gruppo del Dr. Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità della “University of Soutern California a Los Angeles presso la Davis School of Gerontology” e responsabile del “laboratorio di Longevità e Cancro” dell’IFOM di Milano, apporta numerosi benefici all’organismo, fino a rallentarne l’invecchiamento e aumentarne la longevità mettendo in moto processi chiave per la riparazione cellulare che potrebbero essere utili anche in alcune malattie degenerative.

Sembrerebbe confermarlo anche uno studio di febbraio ’17 pubblicato su Science Translational Medicine. La restrizione calorica insieme a modifiche del regime alimentari sono note da tempo per essere in grado di aumentare la longevità e la salute, tuttavia la difficoltà da parte di molti soggetti di aderire ad un regime dietetico troppo restrittivo e i potenziali effetti avversi di una dieta eccessivamente ipocalorica protratta per troppo tempo hanno spesso limitato la sua applicazione pratica.

Nello studio sono stati coinvolti 100 soggetti sani suddivisi in due braccia di studio per testare l’effetto di questa dieta a basso contenuto calorico, con pochi zuccheri e proteine ma ricca in grassi saturi insaturi, protratta per pochi giorni al mese, su fattori di rischio per malattie degenerative  e malattie correlate all’invecchiamento. Nel dettaglio sono stati confrontati i dati di soggetti che hanno seguito 3 mesi di dieta libera con soggetti che hanno effettuato per 5 giorni al mese per tre mesi la dieta “Fasting-mimicking diet (FMD)“, ovvero quella con restrizioni. I soggetti che hanno seguito tre cicli di dieta FMD hanno ridotto il peso, il grasso totale e addominale, abbassato la pressione sanguigna e ridotto i livelli di insuline-like growth factor 1 (IGF-1), trigliceridi, colesterolo, glicemia e proteina C reattiva, senza peraltro evidenziare alcun evento avverso.

Il digiuno sembra essere più vantaggioso per coloro che hanno già fattori di rischio come pressione alta, glicemia elevata o coloro che sono obesi: «Il miglioramento dei valori di pressione, colesterolo, glucosio, IGF-1 è stato significativo nei soggetti che li avevano fuori norma, mentre in chi li aveva nella norma sono rimasti inalterati; anche se per esempio Igf-1 è sceso anche se in misura minore, anche nei pazienti con valori normali ma potenzialmente rischiosi» ha spiegato il Dr. Longo. «Siamo vicini ad iniziare a reclutare pazienti con diabete e malattie autoimmuni (mentre siamo quasi alla fine degli studi su quelle neoplastiche) per i nuovi studi clinici di fase III al termine dei quali la Food and drug administration (FDA, ente governativo americano che si occupa che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) potrebbe approvare la dieta mima digiuno a livello terapeutico» ha annunciato Valter Longo.

Studi più estesi sono comunque necessari per confermare la validità di questo approccio, specialmente per soggetti con patologie specifiche già diagnosticate o con fattori di rischio per determinate patologie, sia in termini di prevenzione che trattamento.

Link all’articolo originale: Fasting-mimicking diet and markers/risk factors for aging, diabetes, cancer, and cardiovascular disease.