“Terra dei Fuochi”: incidenza di cancro aumentata fino al 46% rispetto alle altre zone del Sud Italia

È stata presentata da pochi giorni alla Commissione Igiene e Sanità al Senato, la relazione sull’indagine conoscitiva in merito all’inquinamento ambientale delle cosiddetta “Terra dei Fuochi” ed al rischio di tumori e malformazioni feto-neonatali, indagine conoscitiva autorizzata dal Presidente del Senato della Repubblica il 10 giugno 2013.

Col termine di Terra dei Fuochi viene considerato un vasto territorio che comprende parte delle Provincie di Napoli e Caserta che comprende in tutti circa 90 comuni. In questa prima parte dell’indagine è stata valutata l’incidenza di nuovi casi tumorali mentre per quanto riguarda le malformazioni feto-neonatali queste richiedono ulteriori approfondimenti.

Da questi dati emerge come, nell’ASL 3 Napoli Sud, il tasso di incidenza di nuovi tumori maligni, il cosiddetto tasso di “incidenza oncologica”, nel confronto dell’insieme dei dati di tutto il Sud Italia è nettamente più alto, con differenze statisticamente significative in entrambi i sessi; in particolare +46% nei maschi e +21% nelle femmine. Lo stesso accade anche nell’area di competenza della Asl di Caserta, zona anch’essa interressata da questo fenomeno. Superiori ai valori attesi non sono solo il tasso di incidenza di tumori ma anche il tasso complessivo di “mortalità oncologica”. Anche il tasso di incidenza per singole sedi topografiche dei tumori è risultato statisticamente più alto nei confronti dell’intero territorio nazionale principalmente per quanto riguarda i tumori a fegato, mammella, polmone, cute e vescica e colon retto.

Inoltre, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 19 anni, è stato registrato un sostanziale aumento dei casi di carcinomi della tiroide con un rischio aumentato di ben il 50% rispetto alle aree non comprese nella terra dei fuochi. Per quanto riguarda la fascia d’età compresa tra 0 e 14 anni, anche se per ora non sono stati osservati scostamenti statisticamente significativi tra la Terra dei Fuochi ed il resto del Sud Italia, è ampiamente accertato in letteratura scientifica come l’esposizione prenatale a inquinanti chimici alteri l’epigenoma embrionale e fetale, con potenziali conseguenze negative a carico dello sviluppo e nel corso della vita.

L’emergenza ambientale e sanitaria causata da questo fenomeno, ha indotto il Parlamento ad approfondire l’analisi della questione sin dal 2009, con la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. “Una presa di coscienza della gravità del fenomeno emersa tardivamente in merito alle ripercussioni sulla salute dei cittadini” – scrivono gli autori di questa relazione – “impone la necessità di ricorrere a studi epidemiologici per tutto il territorio della Campagna con una concreta e diffusa attuazione degli screening per i tumori nelle popolazioni a rischio”.

Aggiungono i redattori del documento: “Le zone interessate dalla dispersione degli inquinanti possono essere molto vaste ed è reale la possibilità che le persone vengano contemporaneamente esposte a numerosi inquinanti”.

Link al resoconto originale presentato alla Commissione del Senato.

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