Consumo di pesce e protezione dalla neuropatologia di Alzheimer

Diversi studi in passato hanno riportato un effetto protettivo del consumo di pesce sull’insorgenza di vari tipi di demenza. Tuttavia il pesce, contenendo elevati livelli di mercurio, potrebbe avere un effetto neurotossico e contribuire quindi anche al deterioramento cognitivo.

Un nuovo studio, condotto dai ricercatori della Rush University e pubblicato sulla rivista medica Jama Neurology, è il primo che si occupa di studiare la relazione tra la concentrazione cerebrale di mercurio e la neuropatologia cerebrale legata alle principali forme di demenza. In particolare sono stati analizzati i dati provenienti da 286 autopsie cerebrali eseguite su una coorte di anziani non dementi arruolati all’interno dello studio Memory and Aging Project (MAP) tra il 2004 e il 2013. I partecipanti a questo studio sono stati seguiti con visite annuali per una media di 4.5 anni, nelle quali venivano inoltre rilevate le abitudini alimentari tramite un questionario di assunzione di cibi. Dopo il decesso, le analisi autoptiche hanno permesso di rilevare la concentrazione tissutale di mercurio in specifiche regioni cerebrali e la presenza di vari segni neuropatologici quali: placche amiloidi e grovigli neurofibrillari caratterizzanti la Malattia di Alzheimer, la presenza dei Corpi di Lewy e micro e macroinfarti cerebrali relativi ad altri tipi di demenza.

E’ stato osservato come l’aumento di assunzione con la dieta di acido alfa-linolenico fosse correlato con una diminuzione del rischio di microinfarti cerebrali (P=0.03) e macroinfarti (P=0.04), mentre gli EPA e i DHA non hanno mostrato un effetto analogo. Tuttavia nei soggetti APOE ε3, ovvero con l’allele genetico predisponente alla malattia, vi è stata una riduzione significativa del rischio tra microinfarti cerebrali e integgrazione con olio di pesce (P=0.05). I ricercatori hanno anche analizzato la concentrazione cerebrale di mercurio e selenio nella regione temporale inferiore e medio frontale corticale del cervello, zone riconosciute come essere coinvolte nella malattia di Alzheimer, cosi come nel cervelletto. Non è stata trovata alcuna associazione statisticamente significativa (P=0.07) tra livelli cerebrali di mercurio e Malattia di Alzheimer.

I risultati di questo studio, mostrano per la prima volta come il regolare consumo di pesce potrebbe effettivamente ridurre la neuropatologia tipica della Malattia di Alzheimer, soprattutto nei portatori dell’allele ApoE4, che determina una maggiore predisposizione all’insorgenza della malattia, nonostante l’effetto tossico causato dal contenuto di mercurio nel pesce.

Articolo originale: Association of Seafood Consumption, Brain Mercury Level, and APOE ε4 Status With Brain Neuropathology in Older Adults.

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