Sanità, per la prima volta cala l’aspettativa di vita: i primi risultati delle scellerate riforme sanitarie?

Scende l’aspettativa di vita, aumentano i decessi, e nel contempo la spesa sanitaria subisce continui tagli e l’Italia registra un deficit in prevenzione rispetto agli altri Paesi dell’Ocse. Sono i dati del rapporto Osservasalute, curato dall’osservatorio sulla Salute delle Regioni e presentato martedì all’Università Cattolica di Roma, utilizzando i dati sulla speranza di vita dell’anno 2015.

“Anche nel 2016 – spiega Walter Ricciardi, coordinatore del report – le analisi contenute nel Rapporto Osservasalute segnalano numerosi elementi di criticità, in quanto confermano il trend in diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità, l’aumento dell’incidenza di alcune patologie tumorali prevenibili, le esigue risorse destinate alla prevenzione e le persistenti iniquità che assillano il Paese e il settore della sanità”.

“Il calo dell’aspettativa di vita è generalizzato per tutte le regioni – ha spiegato Ricciardi – Normalmente un anno ogni quattro anni è un segnale d’allarme, anche se dovremo aspettare l’anno prossimo per vedere se è un trend. Siamo il fanalino di coda nella prevenzione nel mondo, e questo ha un peso”.

Parallelamente alla speranza di vita, scendono anche le risorse per la sanità. In Italia si spende sempre meno per il personale sanitario, che rappresenta la voce di spesa che ha subito i maggiori tagli tra il 2010 e il 2013.

Anche un recente studio britannico ha confermato questo trend, che non sembra essere solo nazionale, ma generalizzato. “Di certo c’è che, negli ultimi cinque o sei anni, è accaduto qualcosa.” – dicono i ricercatori britannici – “L’aspettativa di vita media di uomini e donne era cresciuta progressivamente per un secolo, ma di colpo il tasso di crescita sembra essersi interrotto.”

Nel Regno Unito, tra il 2002 e il 2010, l’aspettativa di vita al momento della nascita è aumentata di un anno ogni cinque anni per le donne e di un anno ogni tre anni e mezzo per gli uomini, continuando una tendenza in atto da lungo tempo. Ma tra il 2010 e il 2015 l’aumento è rallentato a un anno ogni dieci anni per le donne e a un anno ogni sei anni per gli uomini (che hanno dunque risentito meno del fenomeno). Commenta sir Michael Marmot, il docente di epidemiologia autore dello studio, citato dal Times di Londra: “È vicino all’equivalente di un brusco arresto”.

Pur rifiutandosi di indicare le ragioni specifiche, sir Marmot coglie l’occasione della pubblicazione del suo nuovo studio, un aggiornamento dei ‘Marmot Indicators’, con una serie di misure sul rapporto tra ineguaglianza nella salute e aspettativa di vita, per lamentarsi dei ‘miserabili’ tagli al National Health Service, il servizio sanitario nazionale britannico.

“La spesa pubblica in questo campo è cresciuta soltanto dell’1,1% l’anno dal 2010 in poi, durante i budget dettati dall’austerità, rispetto al 3,8% annuo precedente”, nota il Times. E la spesa per l’assistenza sanitaria agli anziani è addirittura calata del 6,4 per cento negli ultimi sei anni. Uno stato che spende meno per la salute pubblica, è l’implicita accusa dello scienziato, valida per ogni paese, contribuisce ad accorciarci la vita.

Articoli originali:

Rise in life expectancy has stalled since Tories introduced austerity in 2010, study finds.

Rapporto Osservasalute 2015 (v. pagina 5).

Vedi anche: In Italia l’aspettativa di vita sana crolla drammaticamente: dal 2004 al 2008 una riduzione di 10 anni per le nuove nate femmine.

  • 15
    Shares