Vitamina C a dosaggi elevati, nuovi studi come terapia anti-cancro

La vitamina C (o acido ascorbico), ad alte dosi, potrebbe contribuire a combattere il cancro secondo molti studi eseguiti negli anni passati e ripresi ora da studi più recenti. Sarebbe, infatti, capace sia di ostacolare la crescita delle cellule staminali tumorali sia, cosa ancora più importante, ad inibire la formazione di metastasi.

Dosi elevate di Vitamina C sono state molte volte riportate, in maniera controversa, come efficaci contro il cancro. Mentre alcuni studi hanno indicato una potente attività antitumorale della Vitamina C altri hanno dimostrato un efficacia più limitata.

Lo evidenziano alcuni studi recenti, tra cui uno studio pubblicato sulla rivista Oncotarget nel 2017 da un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Michael P. Lisanti, dell’Università di Salford (Regno Unito) ed uno studio del dicembre 2015 pubblicato sulla rivista Science.

Secondo gli esperti del primo studio, la vitamina sarebbe persino più efficace di alcuni farmaci oncologici sperimentali, dimostrandosi fino a dieci volte più potente nella lotta contro contro le cellule malate senza tossicità per le cellule sane.

Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno esaminato i processi bioenergetici che permettono alle cellule staminali del cancro di vivere e prosperare, per cercare di scoprire come interromperne il metabolismo. I ricercatori hanno testato vari composti tra i quali anti-epilettico (chiamato stiripentolo), tre medicinali sperimentali (actinonin, FK866 e 2-DG) e tre prodotti naturali: l’estere feniletilico dell’acido caffeico (Cape), la silibinina e l’acido ascorbico.

Al termine dell’indagine, è emerso che i composti più potenti contro le staminali tumorali erano l’antibiotico actinonin e il farmaco FK866. Ma anche la vitamina C ha ottenuto risultati promettenti: la sua efficacia anti-tumorale è stata addirittura fino a dieci volte maggiore di quella di alcuni chemioterapici

Secondo gli autori, l’acido ascorbico avrebbe infatti la capacità di inibire la glicolisi della cellula, una via biochimica che consente la produzione di energia nei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Pertanto, a loro avviso, l’impiego della vitamina C nelle sperimentazioni cliniche potrebbe offrire risultati incoraggianti. Inoltre, ritengono che questa sostanza potrebbe essere aggiunta alle terapie convenzionali per prevenire la progressione del tumore, eventuali recidive e metastasi.

“Abbiamo cercato di combattere le cellule staminali tumorali tramite l’impiego di una serie di sostanze naturali, tra cui la silibinina (una sostanza estratta dal cardo mariano) e il Cape, un derivato del miele delle api, ma la sostanza che ha prodotto i risultati di gran lunga più soddisfacenti è stata la vitamina C” – spiega il dottor Lisanti -. “La vitamina C è conveniente, naturale, non tossica e facilmente disponibile, pertanto considerarla una potenziale arma nella lotta contro il cancro potrebbe rappresentare un significativo passo avanti”.

Articolo originale: NADH autofluorescence, a new metabolic biomarker for cancer stem cells: Identification of Vitamin C and CAPE as natural products targeting “stemness”.

Soprattutto il secondo studio pubblicato sulla rivista Science, ha invece evidenziato come la Vitamina C fosse in grado di uccidere selettivamente cellule di cancro del colon mutanti per i geni K-Ras e BRAF.

Per valutare come la vitamina C fosse tossica in modo selettivo per le cellule tumorali, hanno valutato i cambiamenti al profilo metabolico delle cellule trattate; nelle cellule non trattate, i livelli intracellulari di metaboliti della glicolisi erano nettamente aumentati rispetto alle cellule non mutate. Dopo alcune ore di trattamento con vitamina C, il profilo metabolico delle cellule mutate è drammaticamente cambiato, andando la vitamina C ad inibire parte del metabolismo energetico delle cellule tumorali.

Articolo originale: Vitamin C selectively kills KRAS and BRAF mutant colorectal cancer cells by targeting GAPDH.

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