Bevande zuccherate e bibite sugar-free aumentano il rischio di ictus e demenza

Le bibite zuccherate sembrano far invecchiare il cervello, aumentando il rischio di Alzheimer, e anche quelle cosiddette ‘dietetiche’, ovvero contenenti non zucchero ma dolcificanti, sembrerebbero associate ad un aumento del rischio di demenza e di ictus. Lo rivelano due nuovi studi condotti alla Boston University e pubblicati dalle riviste Stroke e Alzheimer e Dementia. Gia in passato, il consumo eccessivo di zucchero è stato associato con un maggiore rischio di contrarre la malattia di Alzheimer in modelli animali.

Nel primo studio sono state valutate 4276 persone sottoposte a risonanza magnetica e 3846 a test cognitivi e utilizzando questionari di frequenza per quanto riguardava l’assunzione di bevande zuccherate tra il 1999 ed il 2001. I soggetti sono stati seguiti per 10 anni.

Nel secondo studio sono stati considerati 2888 partecipanti con età maggiore di 45 anni per l’incidenza di ictus e 1484 partecipanti con età maggiore di 60 anni per quanto riguarda l’incidenza dei demenza.

In quelli che avevano un consumo ‘alto’, cioè più di due bibite zuccherate al giorno, sono stati trovati diversi segni di invecchiamento del cervello, a partire da un volume ridotto fino ad una memoria peggiore, entrambi considerati fattori di rischio per l’Alzheimer.

Dopo aver normalizzato i dati per età, sesso, livello di educazione (per quanto riguarda la demenza), assunzione calorica, qualità della dieta, attività fisica e fumo, è emerso da entrambi gli studi che un elevato consumo di bevande zuccherare o bevande “light”, dolcificate sinteticamente era associato con un aumento del rischio ischemico, di demenza e di malattia di Alzheimer.

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