Il “cibo spazzatura” modifica il desiderio di cibo

Sembra proprio che il cosiddetto “cibo spazzatura” (junk food) sia in grado di farci perdere l’autocontrollo alimentare sia per quanto riguarda la qualità che la quantità di cibo ingerito.

Secondo quanto riferito da uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology, della University of New South Wales a Sydney, un numero sempre crescente di evidenze sia su modelli animali che sull’uomo, dimostrerebbe come il consumo eccessivo di queste tipologie di cibi, estremamente palatabili ma ben poco salutari, induca un adattamento neuro-adattativo nei circuiti cerebrali attraverso un “effetto ricompensa”. E’ stato dimostrato che il consumo eccessivo di questi cibi induce un aumento dell’effetto rinforzo della necessità di ulteriore cibo e la perdita di controllo inibitorio anche se l’impatto sulla rappresentazione sensoriale non era stata ancora testata.

Dopo che i ricercatori hanno soministrato a dei ratti, per due settimane, degli alimenti simili a quelli tipici delle mense, tra cui torte, dolciumi e biscotti, non solo è aumentato il loro peso ma si è anche modificato il comportamento in maniera drammatica. Gli animali che hanno assunto per due settimane cibi di questo tipo hanno mostrato un alterato senso di sazietà durante il consumo di soluzioni zuccherine ad alto contenuto calorico diventando completamente indifferenti nelle loro scelte alimentari, con una perdita nella naturale preferenza verso nuovi cibi. Inoltre questo cambiamento durava ancora parecchio tempo dopo l’eliminazione del cibo spazzatura.
Da tutto ciò, i ricercatori hanno dedotto che tali alimenti provochino modificazioni durature nelle parti del circuito cerebralecorrelato all’effetto ricompensa.

«La nota interessante di questa scoperta è che se, come sembra, la stessa cosa accade negli esseri umani – spiega il professor Morris dell’UNSW – mangiare cibo spazzatura può cambiare le nostre risposte ai segnali associati alle ricompense alimentari». L’aver appena mangiato un cibo spazzatura non ci mette al riparo dal volerne mangiare altro non appena lo vediamo o ne sentiamo l’odore.

Questi risultati dimostrano come l’esposizione ad una dieta “obesogenica”, ricca di cibi altamente calorici, molto zuccherini, rimuova la sensazione dalla sazietà data dai cibi tradizionali.

Va tenuto presente che i dati relativi all’aumento di peso causato nell’uomo da questo tipo di cibi è ormai allarmante: si calcola che milioni di persone muoiano ogni anno in tutto il mondo a causa di sovrappeso ed obesità.
«Poiché l’epidemia mondiale di obesità si sta intensificando, le pubblicità possono avere un effetto maggiore sulle persone che sono in sovrappeso e diventa più difficile resistere dal fare spuntini come le barrette di cioccolato», conclude il dottor Amy Reichelt, autore principale dello studio.

Articolo originale : Cafeteria diet impairs expression of sensory-specific satiety and stimulus-outcome learning. Front Psychol. 2014 Aug 27;5:852.