Una persona su tre obesa o in sovrappeso: i numeri allarmanti in un nuovo studio sul New England Journal of Medicine

Anche se il problema di una vera e propria pandemia di obesità sta ricevendo sempre una maggiore attenzione, gli effetti delle misure prese fino ad ora in questo ambito sono tuttora molto incerti ed esigui.

Un nuovo studio effettuato su dati del Global Burden of Disease appena presentato all’EAT Stockholm Food Forum e pubblicato sul New England Journal of Medicine a giugno di 2017, rivela numeri da vera apocalisse.

Secondo quanto riferito, una persona su tre avrebbe problemi di peso, ovvero 2,2 miliardi di persone obese o in sovrappeso, compresi adulti e bambini. E le conseguenze sono importanti, sul piano della salute pubblica ma anche sul piano della mortalità: nel 2015 sono stati attribuiti all’obesità oltre 4 milioni di decessi, il 40% dei quali a carico di soggetti con un indice di massa corporea inferiore alla soglia dell’obesità, quindi nella fascia del solo sovrappeso. Dati che fanno sempre più emergere il problema del cambiamento degli stili di vita della società moderna.

In particolare, in questo nuovo studio, sono stati analizzati i dati di quasi 70 milioni di persone in sovrappeso o in stato di obesità sia tra bambini che adulti, dati raccolti tra il 1990 ed il 2015.

Nel 2015 sono stati registrati globalmente circa 107 milioni di bambini e 600 milioni di adulti con obesità; Dal 1980 ad oggi, i numeri si sono più che duplicati nella maggior parte dei paesi considerati; altro dato sicuramente allarmante è quello che riporta come, anche se per i bambini i numeri assoluti sono minori rispetto agli adulti, la velocità di aumento di bambini con forte sovrappeso o obesità cresce molto più velocemente rispetto agli adulti.

Per chi pensasse che questo non sia un problema sociale e anche di salute pubblica, basta ricordare come alti livelli di BMI (indice di massa corporea) sono stati correlati, secondo questo studio, a 4 milioni di decessi ogni anno, principalmente per patologie cardiovascolari, di cui però il 40% in persone non obese, ma in solamente sovrappeso. Da poco alcuni report statunitensi hanno riferito di un sostanziale aumento di incidenza del diabete e delle patologie ad esso correlate nelle minoranze etniche di quel Paese come riportato da un editoriale pubblicato sulla stessa rivista. “E quando il diabete di tipo 2 compare nei giovani – sottolineano gli editorialisti – si porta dietro una prevalenza di complicanze molti più elevata rispetto al tipo 1”. Il che significa che un’aumentata incidenza di diabete tra i giovani andrà a creare pesanti implicazioni per la salute già nella mezza età.

Un articolo che dovrà far riflettere particolarmente sulle modificazioni agli stili di vita della società moderna, su tutti i versanti, dai “trash food” alla riduzione dell’attività fisica, considerando anche la qualità nutrizionale dei cibi di oggi rispetto a quelli dei decenni scorsi.

Articolo originale: Health Effects of Overweight and Obesity in 195 Countries over 25 Years.

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