Politerapia inappropriata negli anziani: uno studio pubblicato sul British Medical Journal evidenzia il problema.

In uno studio apparso sul British Medical Journal nel 2016 evidenzia come il consumo spesso eccessivo di farmaci nella terza età rappresenti un problema sempre più riconosciuto a livello mondiale e una delle sue principali conseguenze è la cosiddetta “polifarmacia” ovvero l’assunzione di più di cinque farmaci con regolare prescrizione. Si tratta di una pratica che, anche se potrebbe risultare opportuna nel caso in cui i potenziali benefici superino i rischi, di fatto aumenta spesso per le persone anziane la probabilità di incorrere in reazioni avverse, di veder compromesse alcune normali funzioni fisiche e cognitive e di essere più frequentemente ricoverate in ospedale.

Quanto emerge da alcune revisioni sistematiche alla letteratura, è anche l’evidenza che “pazienti e medici spesso sopravvalutano i benefici dei trattamenti e ne sottovalutano i rischi”.

Sembra inoltre emergere che una riduzione del numero di terapie farmacologiche tramite la diminuzione delle prescrizioni, riducendo il consumo di classi specifiche di medicinali porterebbe ad un calo delle reazioni avverse e un miglioramento della qualità della vita nei soggetti anziani.

Il processo individuato dagli autori per la riduzione delle prescrizioni si articola in quattro passaggi: creare  nel paziente la consapevolezza che esistono diverse opzioni; discutere le opzioni, i loro benefici e i rischi tra medico e paziente; sondare le preferenze del paziente per le diverse opzioni e infine prendere la decisione più appropriata al singolo caso. Andrebbe inoltre ricordato che spesso può risultare più semplice somministrare un farmaco, piuttosto che educare il soggetto a stili di vita che possano ridurre o evitare l’assunzione di farmaci, se non nei casi strettamente necessari.

Il consiglio degli autori è di informare almeno le persone anziane e i loro familiari circa la possibilità di diminuire le prescrizioni e sostenerli nell’esprimere le loro preferenze e nel condividere la decisione finale.

Articolo originale BMJ: Too much medicine in older people? Deprescribing through shared decision making.

L’articolo è stato ripreso anche in un comunicato dall’AIFA  (Agenzia Italiana del Farmaco).

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