Emergenza diabete. Casi in aumento

Fonte immagine: Diabete.com

Nuove recenti stime, predicono che in Italia entro il 2030 vi saranno almeno 5 milioni di diabetici.

Si stima che entro il 2030 al mondo ci saranno almeno 5 milioni di diabetici solamente in Italia. Il nostro paese è infatti è allineato al trend mondiale di crescita di questa patologia, che già oggi grava pesantemente sulle casse del Sistema sanitario nazionale assorbendone più del 10 per cento della spesa, ovvero 14,5 miliardi di euro.

Continuando col trend attuale, le diagnosi complessive dei diversi tipi di diabete a livello mondiale potrebbero arrivare a 595 milioni di casi nel 2035. Una cifra impressionante, dovuta in massima parte alla trasformazione degli stili di vita e di alimentazione.

Già nel 2010 la popolazione mondiale di soggetti diabetici con diabete di tipo 2, secondo l’International Diabetes Foundation, conta 285 milioni di individui, con un aumento di 21 mila casi al giorno!

Anche in aree del mondo, dove la percentuale di diabetici era trascurabile fino al 2000, i trend di diffusione sono molto preoccupanti, a causa della trasformazione rapida degli stili di vita. Si pensi che nel 2010 in Asia la quota di diabetici di tipo 2 era già il 7,6% della popolazione e salirà al 9,1% nel 2030, sempre secondo le stime della International Diabetes Federation.

A seguito di questa vera emergenza, a dicembre 2016, è stata sottoscritta da vari paesi la Dichiarazione di Berlino, dalla quale emergono “raccomandazioni e misure urgenti” da adottare.

Anche le spese sanitarie connesse al diabete per la popolazione tra i 20 e i 79 anni sono impressionanti. Si va dai 263 miliardi di dollari spesi in tutto il Nord America ai 147 miliardi dell’Europa, con a seguire Cina, Mongolia, Sud Est asiatico e Oceania con complessivi 88 miliardi di euro.

In Italia 3 milioni di italiani hanno il diabete diagnosticato e sono seguiti dai medici e da centri specializzati. Si stima anche che 1 milione di persone (1,6% della popolazione) abbia il diabete, ma non sia stato diagnosticato. Ci sono poi 2,6 milioni di persone che hanno difficoltà a mantenere le glicemie nella norma, una condizione che nella maggior parte dei casi prelude allo sviluppo del diabete di tipo 2. Parliamo del 4,3% della popolazione. Come detto in precedenza, nel 2030 si prevede che in Italia le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

Tutto questo dovrebbe fare riflettere non solo su che misura adottare per affrontare questa vera e propria pandemia, ma a mio avviso, come si sia perso tempo in tutti questi anni, sia a livello medico che sociale. Le indicazioni che le modifiche all’alimentazione e agli stili di vita sta portando verso un impressionante aumento di molte patologie, cosiddette “malattie del benessere”, non solo del diabete, sono presenti oramai da decenni, ma sono state sicuramente sottovalutate. Spesso anche da parte della classe medica, si è preferito dare “una pastiglia” piuttosto che educare ad uno stile di vita migliore. Questo vale per il diabete ma anche per altre patologie, quali dislipidemia, ipertensione, ecc.

Ora si sta tentando di correre ai ripari, ma non sarà facile riuscire a promuovere un cambiamento globale degli stili di vita. Come spesso accade, dopo aver abbondantemente sottovalutato il problema, ora si tenta di correre ai ripari con un ritardo più che decennale!