La prima retina artificiale organica realizzata dall’IIT di Genova

L’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, in collaborazione con il Centro di Neuroscienze e Tecnologie Sinaptiche (NSYN) di Genova e il Centro di Nanoscienze e Tecnologie (CNST) di Milano e con il Dipartimento di Oftalmologia dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), hanno realizzato la prima retina artificiale organica – altamente biocompatibile – in grado di rimpiazzare i fotorecettori degenerati.

La retina artificiale, impiantata in modelli animali, portatori di una mutazione spontanea in uno dei geni implicati nella Retinite pigmentosa umana, è stata in grado di ripristinare il riflesso pupillare, le risposte corticali elettriche e metaboliche agli stimoli luminosi, la capacità di discriminazione spaziale (acuità visiva) e l’orientamento degli animali nell’ambiente guidato dalla luce. Questo importante recupero funzionale è rimasto efficace per oltre 10 mesi dopo l’impianto della retina artificiale, senza causare infiammazione dei tessuti retinici o dalla degradazione dei materiali stessi costituenti la protesi.

Come hanno spiegato i ricercatori, questa protesi consiste in un doppio strato di polimeri organici alternativamente semiconduttore e conduttore stratificati su un base di fibrina, una proteina che in natura costituisce la seta. Tale dispositivo è in grado di convertire gli stimoli luminosi in un’attivazione elettrica dei neuroni retinici risparmiati dalla degenerazione. In questo modo, la stimolazione luminosa dell’interfaccia provoca l’attivazione della retina priva di fotorecettori, mimando il processo a cui sono deputati i coni e bastoncelli presenti nella retina sana.

I risultati di tale sperimentazione, coordinata dal prof. Fabio Benfenati, del Centro di Neuroscienze e Tecnologie Sinaptiche (NSYN) dell’IIT, sono stati pubblicati dalla prestigiosa Nature Materials, tra le più importanti riviste dedicate alle scoperte nelle scienze biologiche, chimiche e fisiche. Verranno inoltre presentati in occasione della prossima Convention Scientifica di Fondazione Telethon che si terrà a Riva del Garda (TN) dal 13 al 15 marzo.

Vedi articolo originale: A fully organic retinal prosthesis restores vision in a rat model of degenerative blindness. Nature Materials 16, 681–689 (2017).

Ora i ricercatori sperano di riuscire a replicare sull’uomo gli eccellenti risultati ottenuti su modelli animali con l’obiettiv di ripristinare parzialmente la vista in pazienti resi ciechi dalla degenerazione dei fotorecettori che si verifica in numerose malattie genetiche della retina come ad esempio la retinite pigmentosa ipotizzando di poter effettuare la prima sperimentazione sull’uomo nella seconda metà di quest’anno e raccogliere i risultati preliminari nel corso del 2018. Questo impianto potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento di patologie retiniche estremamente invalidanti legate alla distruzione/degenerazione dei fotorecettori dell’occhio.

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